La proroga: il disinvolto utilizzo di un istituto eccezionale

La proroga “tecnica” – nel quadro prima descritto – non è più uno strumento di “transizione” per qualche mese di ritardo determinato da fatti imprevedibili, ma diventa ammortizzatore pluriennale di palesi inefficienze di programmazione e gestione del processo di individuazione del nuovo assegnatario. Quanto sopra evidenziato sull’uso improprio delle proroghe, può assumere profili di illegittimità e di danno erariale, allorquando le amministrazioni interessate non dimostrino di aver attivato tutti quegli strumenti organizzativiamministrativi necessari ad evitare il generale e tassativo divieto di proroga dei contratti in corso e le correlate distorsioni del mercato“.

È quanto perentoriamente affermato dall’ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione) nel recente comunicato, a firma esclusiva del presidente, del 4 novembre 2015 (depositato in data 18.11.2015).
L’Autorità Nazionale Anticorruzione, sul sito istituzionale, ha pubblicato in data 18 novembre il comunicato del Presidente Raffaele Cantone, avente ad oggetto l’utilizzo improprio delle proroghe/rinnovi di contratti pubblici.

Nel documento, si evidenzia che l’ANAC ha concluso un’indagine sulle motivazioni dell’utilizzo di proroghe, sviluppata su di un campione significativo di ben trentanove stazioni appaltanti, che fanno parte di vari servizi sanitari regionali e relativa a contratti di lavanolo, pulizie e ristorazione.

Il Presidente dell’Autorità ricorda che, in sede di codice dei contratti pubblici (d.lgs. 163/2006), la proroga è considerata un caso eccezionale, limitato ad una serie precisa di casi, che la possono giustificare.

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