Nuovo codice appalti: comuni in difficoltà anche su centrali uniche di committenza

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L’intreccio delle disposizioni in materia di appalti, introdotte dal nuovo codice, sta causando la riduzione dell’attività amministrativa dei Comuni

L’ANCI Puglia segnala che, a due mesi dall’entrata in vigore, il nuovo codice nazionale degli appalti sta generando incertezze tra le pubbliche amministrazioni e, conseguentemente, causando una forte riduzione della pubblicazione dei bandi di gara, in attesa che si faccia chiarezza sull’applicazione delle relative norme. Il nuovo testo, infatti, pur perseguendo obiettivi di semplificazione, snellimento dei procedimenti e anticorruzione, inevitabilmente, come sempre accade quando si tratta di novità, sta condizionando l’attività amministrativa dei Comuni e delle loro aggregazioni.

Le stazioni appaltanti, di fatto, stanno incontrando diverse criticità, dovute ai profondi mutamenti che la normativa ha subito rispetto al precedente testo. Le difficoltà, legate anche al fatto che il processo di riforma è ancora in atto, tanto che sono ancora attesi ulteriori decreti attuativi.
Al fine di evitare che i Comuni rimangano paralizzati, l’ANCI Puglia ha appena aperto una casella di posta per raccogliere tutte le problematiche che le amministrazioni comunali vorranno sollevare e indicare, cercando di fare chiarezza nel merito. Una delle difficoltà maggiori nell’applicazione delle nuove norme riguarda le aggregazioni delle stazioni appaltanti e l’obbligo di avvalersi delle centrali di committenza, al fine di conseguire risparmi sulla spesa per l’acquisizione di lavori, beni e servizi, limitando il numero delle stesse stazioni appaltanti. Ciò implica che i Comuni dovranno unirsi per poter stipulare determinati contratti. E, tuttavia, dato che parecchi enti non dispongono di strutture adeguate, ne consegue che non siano in grado di gestire gli appalti di particolare complessità e delicatezza, anche collegandosi fra loro. Di qui il caos che ne deriva.

Sul tema si sono registrate ieri le parole del presidente ANAC Raffaele Cantone, il quale ha sottolineato come sia stata registrata “una riduzione molto pesante delle gare d’appalto” con l’entrata in vigore delle nuove regole. Una riduzione tuttavia “non giustificata giuridicamente. La riduzione che riguarda le gare di livello più importante però è un dato oggettivo. Non siamo in grado di evidenziare specifiche criticità del regolamento.

Questo codice è frutto di un lavoro molto buono, è utile, anche se è perfettibile. La sua impostazione di fondo – conclude il numero uno dell’ANAC – sembrava condivisa da tutti: ora vedo che ci sono obiezioni come sull’offerta economicamente più vantaggiosa che sono realmente preoccupanti”.

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