I criteri minimi ambientali nell’edilizia: una vera rivoluzione negli appalti pubblici delle costruzioni

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a cura di Toni Cellura

Con la definizione del nuovo quadro normativo sugli appalti pubblici e con le pubblicazioni delle linee guida attuative del codice, si è finalmente definito un primo quadro applicativo (anche) con riferimento ai Criteri Minimi Ambientale negli appalti pubblici.

L’art. 34 del dlgs 50/2016, infatti,  aveva   previsto che le stazioni appaltanti “ contribuiscono al conseguimento degli obiettivi ambientali previsti nel PAN-GPP (Piano di Azione Nazionale degli Acquisti Verdi), attraverso l’inserimento nella documentazione progettuale e di gara, almeno delle specifiche tecniche e delle clausole contrattuali contenute nei CAM.”

Con il D.M. 24 dicembre 2015 (G.U. n. 16 del 21 gennaio 2016) era  stato emanato il CAM  che riguardava  le attività di costruzione, meglio noto come il CAM  Edilizia, ed aveva stabilito  i criteri, i requisiti  e le procedure tecniche   da adottare da parte della stazione appaltante con riguardo agli appalti relativi ai servizi di progettazione e lavori per la nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici e per la gestione dei cantieri della pubblica amministrazione.

L’art.34 comma 2 prevedeva , inoltre, che il CAM edilizia si applicasse  per l’intero valore delle gare e specificatamente  a quelle “con le quali si può conseguire l’efficienza energetica negli usi finali” e, tra queste, vi erano  contenute le attività riguardanti  l’edilizia pubblica  per le quali si applicano i criteri  al 100% del valore delle gare. Tutti i documenti di gara infatti dovranno pertanto essere conformi ai requisiti tecnici e ai criteri previsti nel  CAM compresi gli elaborati progettuali ai vari livelli di progettazione.

I contenuti tecnici previsti nei CAM determineranno una vera e propria  rivoluzione nel settore delle costruzioni; infatti il CAM edilizia ,oltre che prevedere l’adozione di particolari criteri ambientali, introduce i requisiti che dovranno possedere le Imprese  a comprova di  tali criteri   che, ricordiamo per taluni di essi,  potranno essere forniti attraverso la adozione di   protocolli di certificazione energetico-ambientale (rating system).

Su questo tema, data anche la novità nel panorama dei lavori pubblici, abbiamo prodotto un approfondimento pubblicato sul n.11 del mensile Appalti&Contratti, illustrando sinteticamente uno dei protocolli più diffusi: il protocollo LEED di GBC.

Nel testo di approfondimento abbiamo inoltre analizzato nello specifico l’architettura e la struttura del CAM  che, come è noto, si presenta complesso ed articolato in numerosi sezioni e sottosezioni e paragrafi.

Ci siamo avvalsi ,per illustrane meglio i contenuti, di  appositi  grafici ad albero; cercando di  identificare  le  differenza tra i criteri di base, i criteri premianti e di aggiudicazione, utili all’OEPV ,e le verifiche, con i mezzi di prova che l’offerente dovrà presentare.

Nell’approfondimento è contenuta l’articolazione CAM edilizia che riguarda le Specifiche tecniche: per gruppi di edifici,quelle riguardanti il singolo edificio,le specifiche  dei singoli  componenti e dei materiali costituenti l’edificio, le specifiche tecniche di cantiere, quelle premianti e le condizione di esecuzione.

Infine, per una maggiore comprensione del singoli criteri e requisiti richiesti, abbiamo prodotto,a margine dell’articolo, delle schede riassuntive contenenti: il codice di riferimento a cui il criterio viene riferito nel CAM; la sintesi del criterio richiesto; la fase in cui il requisito va applicato ; i riferimenti normativi del singolo criterio; una sintesi del criterio richiesto; le verifiche e le prove di conformità o i requisiti che deve possedere l’offerente o che deve produrre per dimostrare il possesso richiesto.

Il testo dell’approfondimento è pubblicato sul n.11/2016 del mensile di Appalti&Contratti

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