Il RUP negli appalti, dopo il Correttivo e le Linee guida ANAC

correttivo

Il codice dei contratti si è caratterizzato soprattutto per la sua immediata entrata in vigore e per un doveroso ma articolatissimo momento transitorio che a distanza di oltre un anno dalla promulgazione non solo non si è concluso ma risulta addirittura modificato dal decreto correttivo. Modifiche che, evidentemente, esigono una ricalibratura soprattutto delle linee guida già adottate dall’ANAC.

A cura di Stefano Usai

Si può rammentare che l’originaria versione dell’articolo 216 risultava composta solamente da 3 commi, in versioni successive 4 commi per giungere alla versione attuale – implementata grazie alle indicazioni fornite dal parere n. 855/2016 del consiglio di Stato – composta di ben 27 commi.

Con il decreto correttivo giunge a ben 35 commi. In definitiva, un provvedimento normativo a sé stante.

L’articolo 216, rubricato “Disposizioni transitorie e di coordinamento”, trova allocazione nel Titolo III “Disposizioni transitorie, di coordinamento e abrogazioni”, Parte VI del codice relativa alle “Disposizioni finali e transitorie”.

Il volume “Il RUP negli appalti” analizza le modifiche al codice dei contratti apportate dal decreto correttivo (decreto legislativo 56/2016) tenendo conto degli numerosi interventi giurisprudenziali, delle linee guida – comprese quelle più recenti n. 3 (sul RUP), n. 6 (sui mezzi di prova) approvate, rispettivamente con le deliberazioni ANAC nn. 1007 e 1008 dell’11 ottobre 2017, e delle linee guida n. 8/2017 (in tema di procedure negoziate senza bando) e degli schemi di adeguamento elaborati dall’ANAC e dei vari provvedimenti in fase di adozione.

Momento centrale dell’analisi è il responsabile unico del procedimento oggetto di considerazione nei momenti fondamentali della programmazione, della predisposizione del procedimento di gara, dell’aggiudicazione e dell’esecuzione.

In particolare, seguendo l’ordine dei vari capitoli, viene esaminato il rinnovato impulso alla programmazione voluto dal legislatore non solo in tema di lavori ma anche di forniture e servizi con l’analisi dello schema di d.m. del Ministero delle infrastrutture in tema di contenuti e redazione della programmazione che in tempi recenti ha ottenuto il parere favorevole della commissione speciale del Consiglio di Stato.

Questa prima fase, per cui emergono nuove incombenze per il RUP, viene esaminata anche alla luce dei correlati documenti contabili ed in particolare – per gli enti locali – dei vincoli imposti dal Documento unico della programmazione quale allegato sostanziale e propedeutico rispetto al bilancio.

Vengono esaminate le problematiche afferenti alle nuove qualificazioni delle stazioni appaltanti e all’ambito d’azione dei comuni non capoluogo di provincia, con particolare attenzione ai vincoli della spending review e delle possibilità “derogatorie”.

Si riprendono le norme specifiche sul RUP (art. 31), le linee guida n. 3 – oltre ai vari documenti adottati dall’ANAC – come modificato con la deliberazione n. 1007/2017 che ha adeguato le LG alle modifiche del codice apportate con il decreto legislativo correttivo 56/2017.

Il momento pubblicistico, ed in particolare l’attività del RUP di predisposizione del progetto di gara, viene considerato anche alla luce delle importanti – e complesse – procedure negoziate semplificate (art. 36).

Le procedure “semplificate” vengono analizzate alla luce delle importanti modifiche apportate dal decreto correttivo e dei rilevantissimi interventi giurisprudenziali in tema di affidamento diretto e rispetto del principio di rotazione.

Momento centrale, naturalmente, è costituito dall’analisi delle linee guida ANAC n. 4 relative alle “Procedure per l’affidamento dei contratti pubblici di importo inferiore alle soglie di rilevanza comunitaria, indagini di mercato e formazione e gestione degli elenchi di operatori economici”.

Ampio spazio viene assicurato all’analisi – sotto il profilo pratico – dei compiti del RUP nella fase della gara ed in particolare  in relazione alla verifica formale della documentazione amministrativa , all’applicazione del nuovo soccorso istruttorio integrativo (come modificato dal decreto correttivo), alla verifica sull’operato del seggio di gara o della commissione di gara, alla redazione della proposta di aggiudicazione.

In tema di soccorso istruttorio viene fornito un ampio focus sulla giurisprudenza intervenuta, in particolare, nel 2017 e quindi sull’attuale codice dei contratti in modo da indicare al RUP una sorta di “mappa” sulle carenze regolarizzabili.

Nell’ambito di questa vengono esaminate le norme sui requisiti, sull’avvalimento e sul subappalto alla luce delle modifiche del correttivo.

È oggetto di esame anche lo schema di linee guida dell’ANAC sull’avvalimento non ancora formalizzate, prezioso per le indicazioni fornite.

Particolare attenzione – per le molteplici implicazioni pratiche – viene dedicata alla nomina e composizione della commissione di gara, nel periodo transitorio, ed alle problematiche, continuamente poste dalla giurisprudenza, circa la partecipazione del RUP e gli indirizzi che la stazione appaltante deve preventivamente fissare.

Per completare l’indagine sulle varie disposizioni, ci si sofferma sulla possibilità dell’avvio d’urgenza del contratto, in tema di modalità di stipula, all’esecuzione ed in tema di possibilità di modifica del contratto evitando il ricorso a nuove gare.

Completa il volume l’esame della disciplina applicabile in tema di incarichi legali (anche alla luce dello schema di linee guida dell’ANAC e degli interventi della Corte dei Conti) e degli appalti nei servizi sociali.

Il RUP negli appalti

Il RUP negli appalti


Stefano Usai , 2017, Maggioli Editore

Il volume analizza gli istituti del Codice dei contratti pubblici (così come modificati dal decreto correttivo, dai numerosi interventi giurisprudenziali e dalle linee guida dell’ANAC) mantenendosi focalizzato sulla prospettiva propria del responsabile unico del procedimento nelle sue...


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