Il cammino verso il passaggio dalle gare cartacee alle gare telematiche

gare telematiche

Il cambiamento definitivo rappresentato dalle gare telematiche non sarà facile e immediato, ma l’evoluzione che ha avuto l’e-procurement in questi anni in Italia lascia fiduciosi sul buon esito del cambiamento.

di Giulio Delfino e Daniele Di Francia

L’articolo 40 del D.Lgs.50/2016 ha imposto una dead line precisa e importante al mondo delle gare d’appalto, affermando che: “A decorrere dal 18 ottobre 2018, le comunicazioni e gli scambi di informazioni nell’ambito delle procedure di cui al presente codice svolte dalle stazioni appaltanti sono eseguiti utilizzando mezzi di comunicazione elettronici”.

Quanto sopra detto sembrerebbe mandare in soffitta (finalmente) l’ormai obsoleta cera lacca per fare spazio, una volta per tutte, alla digitalizzazione anche nel mondo delle gare d’appalto.

Già al momento possiamo osservare come diverse stazioni appaltanti italiane, pubbliche e non, utilizzino piattaforme telematiche nell’espletamento delle proprie gare d’appalto.

L’utilizzo della tecnologia in questo campo facilita la vita e non poco a tutte le parti in causa, stazioni appaltanti e operatori economici, sia dal punto procedurale che da quello prettamente economico.

Restano sul tavolo i problemi legati ai possibili rischi di sicurezza e segretezza delle offerte connessi all’utilizzo di piattaforme e strumenti telematici on line.

Inoltre il decreto correttivo (D. Lgs.56/2017) ha tutelato le posizioni dei partecipanti alle gare telematiche che si imbattono in malfunzionamenti della piattaforma telematica, tant’è che l’articolo 79, comma 5 bis del Codice si afferma che: ”Nel caso di presentazione delle offerte attraverso mezzi di comunicazione elettronici messi a disposizione dalla stazione appaltante ai sensi dell’articolo 52, ivi incluse le piattaforme telematiche di negoziazione, qualora si verifichi un mancato funzionamento o un malfunzionamento di tali mezzi tale da impedire la corretta presentazione delle offerte, la stazione appaltante adotta i necessari provvedimenti al fine di assicurare la regolarità della procedura nel rispetto dei principi di cui all’articolo 30, anche disponendo la sospensione del termine per la ricezione delle offerte per il periodo di tempo necessario a ripristinare il normale funzionamento dei mezzi e la proroga dello stesso per una durata proporzionale alla gravità del mancato funzionamento”.

Il principale mercato elettronico in Italia è rappresentato senz’altro dal MePA (Mercato elettronico della Pubblica Amministrazione), operativo sul sito acquistinretepa.it e gestito da Consip, il quale offre la possibilità a tutte le amministrazioni richiedenti di approvvigionarsi attraverso un confronto concorrenziale tra migliaia di diversi fornitori attivi sul mercato.

Il mercato del MePA ha però alcuni limiti:

  • non operatività delle gare sopra soglia comunitaria
  • ampia ma non totale copertura delle merceologie presenti sul mercato
  • assenza degli appalti di lavori che non siano manutenzioni.

Oltre al MePA, esistono però diversi mercati elettronici telematici regionali o provinciali, si ricordano tra gli altri le piattaforme telematiche della Regione Lombardia (Sintel), Regione Toscana (Start), EmPULIA della Regione Puglia e Provincia Autonoma di Bolzano.

Ciò premesso è chiaro che il cambiamento definitivo rappresentato dalle gare telematiche non sarà facile e immediato, ma l’evoluzione che ha avuto l’e-procurement in questi anni in Italia lascia fiduciosi sul buon esito del cambiamento.

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