Rapporto OICE/CER 2018 sulle società di ingegneria italiane

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Scicolone, OICE: “Le società di ingegneria hanno saputo intercettare l’aumento della domanda pubblica domestica determinato dal codice appalti e sono cresciute sul mercato internazionale con una presenza significativa. Occorre consolidare questo trend supportando la crescita del mercato interno e le dinamiche di internazionalizzazione

Si confermano anche quest’anno, in maniera anche più significativa rispetto al 2016, i segnali di ripresa per le società di ingegneria italiane rappresentate dall’OICE, l’Associazione aderente a Confindustria che ha presentato oggi a Roma i risultati della 34esima edizione della Rilevazione annuale sulle società di ingegneria italiane, predisposta in collaborazione con il CER-Centro Europa Ricerche, e che per la prima volta conta anche sull’apporto dei dati di società non associate che hanno confermato il trend generale dell’andamento del settore.

Fra gli ospiti intervenuti, il Sottosegretario alle infrastrutture Armando Siri: “Il governo è impegnato per assicurare al settore dell’ingegneria e architettura condizioni che assicurino la crescita, lo sviluppo e l’innovazione, in ottica di competizione in Italia e all’estero. Siamo al lavoro per un cambiamento reale a partire anche dalle garanzie sui tempi di pagamento perché non è giusto che i privati sostanzialmente finanzino il settore pubblico”.

Il Consigliere ANAC, Michele Corradino, in un video messaggio, è intervenuto dando atto della “proficua collaborazione fra ANAC e OICE sulle linee guida e sui tanti provvedimenti emanati” e segnalando come anche nel settore dei lavori le aggiudicazioni e i bandi di gara segnino una netta ripresa. Per quanto riguarda il codice appalti, “deve essere semplificato, migliorato e attuato nella sua completezza, ma non buttato a mare perché c’è bisogno di stabilità normativa e i rischi sarebbero enormi. Si può anche pensare ad un recupero dei contenuti del regolamento del codice, soprattutto per la fase di esecuzione del contratto”.

Il prof. Ennio Cascetta, Presidente ANAS, ha messo in luce gli importanti contenuti della disciplina sulla programmazione e progettazione del codice e sul fatto che “per la prima volta in Italia ci sono 132 miliardi di euro già finanziati che adesso si devono tradurre in lavori: un volano enorme che ci vorranno anni a realizzare. In prospettiva il gruppo FS, di cui ANAS è parte, potrà rappresentare quello che ENI ha rappresentato per il settore dell’energia. Con gli accordi quadro abbiamo appaltato 370 milioni nel 2017 e prevediamo di affidarne per 160 nel 2018, a fronte dei 40 milioni del 2016; sono stati 10 i milioni affidati per verifiche e saranno 30 nel 2018”.

Per le società di ingegneria sembra quindi ormai alle spalle il calo del 2015 (-10,6% sull’anno precedente) e, dopo l’inversione del 2016 (+10,6%), nel 2017 si registra un importante aumento del 16,4% del valore della produzione sullo scorso anno, superiore alle pur rosee stime della Rilevazione 2017 (si parlava di 2.364 milioni, superati ampiamente dai dati consuntivi): si è infatti passati dai 1.850 milioni del 2015 ai 2.050 del 2016 e ai 2.464 milioni del 2017. Il 2018 dovrebbe dare risultati ancora più confortanti per il comparto considerando che la stima per l’anno in corso dovrebbe registrare una crescita fino ai 2.671 milioni.

Il favorevole andamento del valore della produzione si è tradotto in un aumento degli addetti delle imprese OICE nel 2017 che hanno raggiunto le 17.146 unità (+10,7%) un dato che si prevede ancora in aumento nel 2018, oltre le 18.200 unità (con un + 6,3%).

Molto positivi i dati sul versante estero (che nel 2015 era in calo e si attestava sul 30,6% del valore della produzione degli associati OICE e l’anno scorso era intorno al 35%): emerge infatti una crescita da 828 milioni a 1.012 pari ad una quota del 40,1% sul totale della produzione 2017 (+22,2% sull’anno precedente), oltre le stime della scorsa rilevazione 2017 che prevedeva una quota del 38,7%. L’aumento della produzione all’estero si concentra su tre principali aree di riferimento per le imprese OICE: l’Unione Europea, i Paesi europei al di fuori dell’Unione Europea e la Penisola Arabica e conferma il deciso riposizionamento della produzione all’estero delle società OICE, in risposta al mutamento della domanda internazionale.

Per il Presidente OICE, Gabriele Scicolone: “Dobbiamo dare atto dei positivi effetti del nuovo codice degli appalti, tema che suscita umori anche discordi a seconda di chi lo tratti. Indubbiamente la centralità della progettazione e la minimizzazione del ricorso agli appalti integrati ha “liberato” il mercato delle progettazioni esecutive (e definitive). Tutto ciò non è ancora sufficiente a poter dire di essere fuori da una crisi che è stata drammatica per il nostro mondo delle professioni ed ha rischiato di impoverire anche il contenuto tecnico, elevatissimo da sempre, delle nostre professionalità. Bisogna consolidare la crescita della domanda pubblica di ingegneria e architettura e sapere rispondere, anche in un anno positivo per le dinamiche interne, alla necessità di essere operatori di prima fila nei grandi appalti di servizi internazionali, non solo in cordata con le grandi imprese. I livelli tariffari per le prestazioni di ingegneria e architettura tra Italia e nazioni concorrenti è poco lusinghiero per quanto ci riguarda e occorre intervenire, in Italia, per assicurare realmente equo compenso, qualità delle prestazioni e modernizzazione del settore attraverso l’innovazione dei processi”.

Secondo Stefano Fantacone, Direttore della ricerca CER: “All’interno di un quadro congiunturale in generale miglioramento, la 34° Indagine OICE segnala andamenti positivi per il settore che si dovrebbero confermare con una ulteriore crescita nel 2018. Qualche ombra si registra sui contratti acquisiti e sul portafoglio ordini, soprattutto all’estero e per le grandi imprese. L’aumento del valore della produzione ha riguardato più le imprese oltre i 50 addetti (+18%) che quelle con meno di 50 addetti (+10,1%). L’ingegneria pura (791 milioni) è in forte aumento (oltre 78%), mentre il turn key è stabile rispetto al 2016 (1.673 milioni) ma con una stima di aumento a 1.824 per il 2018. Un livello di domanda ancora inadeguato e tempi di pagamento non sufficientemente accorciati sono i fattori che più di altri ostacolano l’espansione delle imprese OICE”.

Hanno chiuso la mattinata le presentazioni degli associati OICE Artelia con Lorenzo Felici, Business Developement Manager, e MM con Massimo Recalcati, Direttore Divisione Ingegneria.

Comunicato Stampa OICE, 12 luglio 2018

Allegato

Sintesi e conclusioni Rilevazione OICE/CER 2018

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