Concessioni, Ance: no alla difesa dei monopoli, sì alla difesa dei lavoratori

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Smantellare l’art 177 del Codice che obbliga a esternalizzare l’80% dei lavori dei concessionari che hanno ottenuto senza gara la concessione contraddice quei principi di concorrenza e trasparenza che dovrebbero stare a cuore a tutte le imprese e ai lavoratori

“La posizione delle Confederazioni sindacali sul Codice appalti è alquanto contradditoria: da un lato viene espressa contrarietà a ogni ipotesi di suo smantellamento, dall’altro si chiede di demolire proprio una delle sue norme cardine,  l’articolo 177, che obbliga i concessionari che hanno ottenuto la concessione senza gara ad affidare sul mercato l’80% – e non il 100%, come avrebbe richiesto l’Europa- degli appalti, per sanare il conseguente vulnus al principio di concorrenza”, spiega il Presidente Ance, Gabriele Buia in relazione alla richiesta dei sindacati di far slittare per l’ennesima volta l’entrata in vigore della norma, già congelata fino a fine 2021.

Buia ricorda, inoltre, che  “la promozione della concorrenza è uno dei pilastri del Pnrr, come più volte richiamato anche dal Presidente Draghi”, a partire dall’assegnazione delle concessioni, che dovranno avvenire come previsto espressamente dal Pnrr “in maniera trasparente e competitiva”.

“Sarebbe bene che su questi principi che sono alla base di un mercato sano ed efficiente degli appalti pubblici fossimo tutti dalla stessa parte imprese e lavoratori”, prosegue il Presidente dei costruttori, che si dice sorpreso che si minacci una mobilitazione nazionale per difendere rendite di posizione, quando in questi anni “abbiamo perso oltre 600 mila occupati nel settore senza che nessuno sia sceso in piazza”.

Comunicato Stampa ANCE, 29 aprile 2021

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