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La giurisprudenza rende sempre più incerti i confini della compatibilità del RUP
La questione dei confini della compatibilità del RUP a far parte della commissione di gara risulta sempre più ingarbugliata anche dalla recentissima giurisprudenza che viene chiamata, sempre con maggiore frequenza, dagli appaltatori interessati alla riedizione della procedura di gara.

La questione dei confini della compatibilità del RUP a far parte della commissione di gara risulta sempre più ingarbugliata anche dalla recentissima giurisprudenza che viene chiamata, sempre con maggiore frequenza, dagli appaltatori interessati alla riedizione della procedura di gara

a cura di Stefano Usai

Premessa

Le statuizioni che vengono fornite, spesso, sembrano sconfessare recenti approdi con la conseguenza, ovvia, di non creare alcun punto fermo per una corretta predisposizione/articolazione delle competenze sul procedimento di gara.

Le complicanze, e lo si è detto in più circostanze, sono determinate dalla mancata chiarezza sui limiti di azione del RUP che, almeno in un primo momento (nello schema di linee guida n. 3 dedicate dal responsabile unico del procedimento), l’ANAC aveva ben pensato di precisare definitivamente con una decisione estrema ma in fin dei conti accettabile pur di avere un riferimento sicuro.

È abbastanza noto, infatti, che nello schema di documento citato, l’autorità anticorruzione chiarì che il RUP non poteva partecipare alla commissione di gara e men che mai poteva coincidere con il presidente della commissione di gara.

Circostanza, quest’ultima, destinata a non prefigurarsi – con le commissioni esterne – e/o ad essere limitata alle commissioni di gara nel sotto soglia comunitario nel caso in cui però, e l’ANAC ha omesso di evidenziarlo, il RUP coincidesse con il responsabile del servizio.

La linea guida definitiva, fortemente condizionata dal parere del Consiglio di Stato n. 1767/2016 che rilevò la discrepanza tra tale decisione e la giurisprudenza – secondo il Collegio – consolidata, limita la compatibilità, o se si preferisce l’incompatibilità, ai casi predefiniti dal giudice amministrativo.

Testualmente, nelle linee guida n. 3 dell’ANAC si legge che “il ruolo di RUP è, di regola, incompatibile con le funzioni di commissario di gara e di presidente della commissione giudicatrice (art. 77, comma 4 del Codice), ferme restando le acquisizioni giurisprudenziali in materia di possibile coincidenza”.

Una puntualizzazione così indefinita crea, evidentemente, non pochi problemi anche perché, a ben vedere, e lo si evidenzierà – nell’ambito dei ripetuti interventi del giudice sembra ben difficile individuare un orientamento unico.

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