“Semplificazioni equilibrate, no a discussioni ideologiche”

Fonte: Il Sole 24 Ore – 23/06/2021

di Giorgio Santilli

‘INTERVISTA ALESSIA ROTTA PRESIDENTE COMMISSIONE AMBIENTE CAMERA
«Il decreto legge 77 ha trovato un equilibrio tra l’esigenza di garantire tempi certi e veloci e quella di tutelare lavoro, legalità, ambiente. Ogni testo è migliorabile e anche questo lo è, ma l’impianto mi pare funzioni perché lascia da parte atteggiamenti ideologici e interviene chirurgicamente a rimuovere ostacoli dove ce ne sono. Miglioriamo le procedure, ma non c’è un laissez-faire. In Parlamento c’è spazio per correzioni e limature, ma spero si svolga nelle commissioni un dibattito non ideologico, con emendamenti pertinenti e migliorativi, che restino nel sedime del decreto». Alessia Rotta, Pd, presidente della commissione Ambiente della Camera, spera sia il Parlamento per primo a dare il buon esempio di una discussione responsabile e rispettosa dei tempi.Presidente Rotta, partiamo dai tempi certi per gli investimenti: nel Dl ci sono corsie speciali e poteri sostitutivi. Che ne pensa?

Mi auguro che i poteri sostitutivi non debbano essere esercitati concretamente, ma siano letti come una spinta alla responsabilizzazione di tutti e anche alla trasparenza. Spero segnino un cambiamento del rapporto fra Stato e cittadini, fra Stato e imprese.

Sulla trasparenza c’è stata una polemica sollevata da Anac.

La piattaforma unica per la trasparenza dell’Anac è la strada giusta. E anche la proposta Anac di inserire qualche correttivo di trasparenza e di pubblicità agli affidamenti diretti di servizi fino a 139mila senza bando è un’opzione da considerare.

Si discute del ruolo del Parlamento nell’attuazione, considerato un po’ debole.

Saranno presentati emendamenti da tutti i gruppi per rafforzarlo. Si è già parlato della proposta di una bicamerale di controllo. Anche l’idea di una legge annuale sullo sviluppo sostenibile, come avviene per la concorrenza, potrebbe essere una soluzione.

Sul Superbonus interverrete?

La procedura del Superbonus mi convince, con la Cila che mi sembra risolva i problemi che si erano presentati. Tutti i gruppi chiedono la proroga al 2023 e l’estensione agli alberghi, ma lì dovremo capire se ci sarà una disponibilità finanziaria da parte del governo. Forse non è questa la sede, ma se ci fosse una dote finanziaria vedrei bene anche l’estensione del 110% al bonus digitale.

Sugli appalti la discussione
sarà aspra?

Ripeto, ho apprezzato l’atteggiamento non ideologico del governo, con l’intenzione di risolvere problemi concreti. Mi auguro non si riproponga in Parlamento la discussione ideologica “codice sì, codice no” che non servirebbe a nessuno e non ci farebbe fare passi avanti. Il governo deve approvare un Ddl di riforma complessiva del codice, avremo modo di approfondire.

Sul subappalto il punto di equilibrio è stato trovato?

Sì. Vedo la tutela del lavoro e della legalità e anche la responsabilità del subappaltatore verso la stazione appaltante rafforza le tutele. D’altra parte trascinarsi le questioni, anche nel rapporto con l’Europa, senza risolverle, non è la strada giusta.

C’è qualcosa che manca nel decreto legge?

Abbiamo apprezzato, come Pd, che sia stata inserita la clausola per l’assunzione di donne e giovani nei bandi di gara, da noi proposta. Forse la parità di genere andrebbe allargata alle tante strutture che vengono create per attuare il Pnrr, dalla nuova commissione Via al comitato speciale del Consiglio superiore lavori pubblici alla Soprintendenza unica.

Rassegna Stampa in collaborazione con Mimesi s.r.l.

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