Quella soft law “soft” con le lobby, hard con la PA

hard-soft-balance

La prima applicazione dell’esperimento della soft law, cioè il comunicato congiunto di Anac e Ministero delle infrastrutture, sull’entrata in vigore del d.lgs 50/2016 e le sue conseguenze riguardo ai bandi pubblicati il 19 aprile non è andata benissimo. Infatti, pare che Anac e Ministero faranno marcia indietro e considereranno validi quei bandi.

La soft law, essendo un processo molto spiccio, quasi on demand, avrà sempre la caratteristica dell’instabilità e della rivedibilità a richiesta, specie sulla base del potere “contrattuale” dei soggetti cui è rivolto.

Ne è prova la consultazione aperta in questi giorni dall’Anac sulle prime linee guida che progressivamente sostituiranno la regolamentazione del dpr 207/2010. Lo capisce chiunque che in un processo di consultazione su internet, la voce di un singolo cittadino che proponga una correzione, un’indicazione, una scelta diversa da quanto emerge nei testi delle linee guida, non potrà avere né voce ne chance alcuna, anche se dette proposte si rivelino sagge, corrette ed utili. Le consultazioni si rivolgono apertamente ai “portatori di interesse” (traduzione dell’orribile parola inglese stakeholders). Ma, il confine tra un portatore di interesse generale e, quindi, teso alla difesa dell’interesse pubblico, ed, invece, un portatore di interesse “particolare”, dunque egoistico e non necessariamente coincidente con quello pubblico, è ovviamente labile. E’ chiaro, tuttavia, che saranno proprio i portatori di interessi particolari, quelli per i quali è più evidente il rischio di un conflitto con l’interesse generale, a far sentire con maggiore forza la propria voce nelle consultazioni preliminari alla formazione della soft law. Un’indicazione di un’organizzazione di imprenditori, oppure di un gruppo industriale molto ampio, o di pochi ma fortissimi imprenditori di uno specifico settore (energia, acqua, altri servizi), o, ancora, le richieste di ordini professionali e, comunque, di soggetti organizzati e di fortissima presa elettorale e di consenso, avrà certamente un peso enormemente maggiore rispetto a qualsiasi altra proposta modificativa di semplici cittadini.

CONTINUA A LEGGERE L’ARTICOLO

Per continuare a leggere il contenuto di questa pagina è necessario essere abbonati.
Se sei già un nostro abbonato, effettua il login.
Se non sei abbonato o ti è scaduto l’abbonamento
>>ABBONATI SUBITO<<

 

Codice dei contratti pubblici - Tascabile

Codice dei contratti pubblici - Tascabile


Alessandro Massari , 2016, Maggioli Editore


19,00 € Acquista

su www.maggiolieditore.it


Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>