Il sistema degli obblighi e delle deroghe degli acquisti nella legge di stabilità 2016

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La legge di stabilità (nel prosieguo anche legge 208/2015)per certi versi irrigidisce gli obblighi di adesione alle convenzioni di Consip,dei soggetti aggregatori e centrali di committenza introducendo, in alcuni casi, dei meccanismi di deroga che appaiono – già dalla prima lettura – profondamente diversi.

Uno degli aspetti che in questa sede si vuole analizzare riguarda soprattutto l’approccio dei comuni alle nuove disposizioni anche per comprendere se questo rinnovato – ed irrigidito – obbligo di utilizzare una particolare modalità di acquisto (su forme di mercato elettronico o attraverso l’adesione a convenzioni)risulti presidiato da un modello generale di deroga (secondo alcuni autori (1) riconducibili al comma 510, articolo 1, della legge 208/2015 o se invece sia possibile – come appare a chi scrive – individuare diversi livelli di deroga e di obblighi non derogabili.

Si allude evidentemente alle nuove disposizioni innestate con il comma 499, articolo 1, della legge citata di modifica della terza legge spending review declinata nel decreto legge 66/2014 convertita con legge 89/2014.
Inoltre, a sommesso parere, sembra potersi ravvisare anche la possibilità di definire, la stessa legge di stabilità, come autentica quarta legge spending review sia per l’intensità delle nuove norme ma soprattutto per il fatto che alcune disposizioni (si pensi per tutte al comma 510 di cui si dirà) non troveranno allocazione in altri provvedimenti ovvero non sono destinare ad essere innestate in legislazione previgente.

Per completezza si può anche rammentare che il sistema della legislazione spending per gli appalti è costituito dal d.l.52/2012 (convertito con legge 94/2012), d.l. 95/2012 (convertito con legge 135/2012), d.l. 66/2014 (convertito con legge 89/2014) ed infine – se si vuole assecondare il ragionamento -la legge di stabilità 2016 n. 208/2015.

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