Codice di comportamento delle università pubbliche

ANAC, Comunicato del Presidente del 9  novembre 2016

Nello svolgimento dell’attività di vigilanza  sul rispetto della normativa di prevenzione della corruzione, l’Autorità ha  riscontrato alcune carenze nei codici di comportamento adottati dalle  università pubbliche, ai sensi dell’art. 54 del decreto legislativo 30 marzo  2001, n. 165, come sostituito dalla legge n. 190/2012, a integrazione del  regolamento governativo recante il codice di comportamento dei dipendenti  pubblici, emanato con il d.P.R. 16 aprile 2013, n. 62. In particolare, si è  rilevato che spesso la disciplina in materia di conflitto di interessi non  considera le ipotesi in cui sia coinvolto il rettore.

L’art. 2 del d.P.R. 62/2013, nel definire l’ambito di applicazione del  regolamento, stabilisce che le norme ivi previste costituiscono principi di comportamento  per le categorie di personale in regime di diritto pubblico indicate all’art. 3  del d. lgs. 165/2001, fra le quali sono ricompresi i professori e ricercatori  universitari, in quanto compatibili con le disposizioni dei rispettivi  ordinamenti. Si rammenta inoltre quanto precisato nel PNA 2013 in merito ai  codici di comportamento, che sono una specifica misura da inserire nei piani  triennali di prevenzione della corruzione e devono essere caratterizzati da un  approccio concreto. Il rispetto dei principi fissati nel d.P.R. n. 62/2013  comporta la determinazione di regole di condotta nonché di idonee e concrete  modalità di controllo, dirette a orientare il comportamento di tutto il  personale in coerenza con le finalità istituzionali perseguite dall’amministrazione.  Si prende atto che gli atenei hanno adottato codici etici rivolti alla comunità  scientifica, in attuazione di quanto disposto all’art. 2, co. 4, della legge 30  dicembre 2010, n. 240 (norme in materia  di organizzazione delle università, al personale accademico e reclutamento,  nonché delega al Governo per incentivare la qualità e l’efficienza del sistema  universitario). Tuttavia il rispetto della normativa anticorruzione (successiva  alla riforma del sistema universitario) impone l’adeguamento delle disposizioni  vigenti nei rispettivi ordinamenti in materia di regole di condotta, qualunque  sia lo strumento adottato, con riferimento a tutto il personale degli atenei, ivi compresi i docenti e il rettore.

E’ pertanto necessario che i codici di  comportamento delle università, attuativi della legge n. 190/2012, ove siano  rivolti ai soli dipendenti tecnico-amministrativi, contengano un espresso  riferimento al codice etico per  quanto riguarda il personale docente, ivi compreso il rettore. Occorre inoltre  che i codici etici contengano regole di condotta e misure concrete di  controllo, in conformità ai principi del d.P.R. n. 62/2013, anche con riguardo  al rettore.

Raffaele  Cantone

Depositato presso  la Segreteria del Consiglio in data 30  novembre 2016
Il Segretario,  Maria Esposito

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