Diritti di rogito ai segretari comunali: il mistero si infittisce

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Prosegue l’incertezza in merito alla spettanza dei compensi per l’attività di rogito ai segretari appartenenti alle fasce professionali “A” e “B” operanti in Enti privi di dirigenti

A pochi giorni dalla deliberazione della Corte dei conti, Sez. Friuli Venezia Giulia n. 2/2018, che aveva rimesso alla Sezione Plenaria del Friuli Venezia Giulia la proposta di una “rilettura” da parte dei giudici contabili della norma sui diritti di rogito, prendendo le mosse soprattutto dal dato testuale, la sezione toscana della Corte dei conti (deliberazione 15 febbraio 2018, n. 6) esprime invece assoluta certezza sulla correttezza dell’interpretazione fornita dalla Corte dei conti, Sez. Autonomie (deliberazione n. 21/2015).

Pur prendendo atto delle interpretazioni dei giudici ordinari, infatti, la  Corte dei conti toscana ritiene che l’interpretazione letterale dell’art. 10, comma 2 bis del d.l. n. 90/2014 non presenti problematicità interpretative “laddove definisce puntualmente il perimetro di applicazione, ovvero il riconoscimento dei diritti di rogito ai segretari comunali di fascia C, operanti nei Comuni sprovvisti di figure dirigenziali nella pianta organica”.

Sulla base di questa considerazione, pertanto, ritiene di confermare l’indirizzo in merito alla non spettanza dei compensi per l’attività di rogito per i segretari appartenenti alle fasce professionali “A” e “B” operanti in Enti privi di dirigenti.

Si ricorda che la giurisprudenza del giudice del lavoro è univoca nel ritenere al contrario la norma chiara nell’attribuire a tali segretari il diritto ai compensi.

>> CONSULTA LA DELIBERAZIONE DELLA CORTE DEI CONTI, SEZ. CONTROLLO TOSCANA, 15 FEBBRAIO 2018 n. 6.

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