Appalti innovativi: lo stato dell’arte in Italia

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Dal 2013 al 2019 le pubbliche amministrazioni italiane hanno avviato 80 gare d’appalto innovative per un valore di 470 milioni di euro. Il settore che ha fatto maggiormente ricorso a queste procedure è quello della sanità.

Dal 2013 al 2019 le pubbliche amministrazioni italiane hanno avviato 80 procedure d’appalto innovative per un valore totale di oltre 470 milioni di euro.

Un risultato in linea con gli obiettivi dell’agenda digitale italiana, che nel 2012 poneva lo sviluppo del procurement d’innovazione tra le azioni da perseguire.

È la fotografia scattata dal portale appaltinnovativi.gov.it, gestito da AgID, che ha reso disponibile un set di open data sulle sfide lanciate dalle pubbliche amministrazioni italiane negli ultimi sei anni.

Le sfide censite sono costituite per oltre il 64% da appalti pre commerciali, per il 16% da partenariati per l’innovazione, per il 9% da dialoghi competitivi, per l’1% da procedure competitive per negoziazione, mentre in circa il 10% dei casi l’amministrazione ha espresso il suo fabbisogno d’innovazione e sta valutando la procedura più idonea da adottare.

Il settore che ha fatto maggiormente ricorso agli appalti innovativi è quello della Sanità e alimentazione (38%), seguito da Energia e ambiente (21%), Mobilità intelligente, smart communities e agenda digitale (25%), Turismo e patrimonio culturale (10%), Aerospazio e difesa (6%).

Gli appalti innovativi sono procedure previste dalla legislazione comunitaria e nazionale che rivoluzionano le modalità e l’oggetto degli acquisti della pubblica amministrazione. Tramite gli appalti innovativi, la PA lancia una “sfida” al mercato, esprimendo il proprio fabbisogno in termini funzionali, ma lasciando agli operatori di mercato la libertà di proporre la soluzione tecnica ritenuta più idonea.

Queste tipologie di procedure consentono lo sviluppo e la sperimentazione di soluzioni innovative utili per migliorare e rendere più efficienti i servizi ai cittadini e alle imprese.

La stessa Unione Europea, attraverso la Direttiva 24/2014, ne raccomanda l’utilizzo per stimolare l’innovazione e nello stesso tempo affrontare le principali sfide a valenza sociale.

L’attività di monitoraggio sugli appalti innovativi rientra tra le funzioni svolte da AgID in coerenza con La linea d’azione 76 del Piano Triennale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione 2019-2020.

I dati raccolti sul portale appaltinnovativi.gov.it sono inoltre stati presi in esame anche nell’ultima Relazione annuale sulla ricerca e innovazione in Italia realizzata dal CNR, che ha dedicato un intero capitolo al procurement d’innovazione, analizzandone gli impatti sul mondo della ricerca.

Comunicato AGID – 18 febbraio 2020

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