Contratti pubblici: il rito appalti al vaglio della Corte Costituzionale

La giurisprudenza amministrativa si è (reiteratamente) occupata della questione dell’individuazione del dies a quo di decorrenza del termine per l’impugnazione del provvedimento di aggiudicazione conclusivo di una procedura di appalto pubblico qualora la conoscenza degli atti della procedura si sia perfezionata soltanto a seguito dell’esercizio del diritto di accesso, nonché della (connessa) questione della tempestività della proposizione dei motivi aggiunti ed è pervenuta all’elaborazione di una soluzione ‘giurisprudenziale’, in ossequio ai principi di effettività della tutela giurisdizionale.

di Rossana Mininno

Detta soluzione, tuttavia, è stata di recente messa in discussione dal Tribunale Amministrativo Regionale per la Regione Puglia, il quale ha deciso di investire il Giudice delle leggi della «questione di legittimità costituzionale dell’art. 120, comma 5, c.p.a., per contrasto, in parte qua, con il diritto di difesa ed il principio di effettività della tutela giurisdizionale di cui all’art. 24 della Costituzione».

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