Gli obblighi di aggregazione delle procedure di gara: analisi delle principali criticità procedimentali

Ad alcuni mesi dalla piena entrata in vigore degli obblighi aggregativi posti in tema di affidamento di contratti pubblici, è possibile porre l’attenzione su alcune soluzioni organizzative e sulle conseguenti problematiche applicative che gli obblighi stessi stanno comportando per gli enti coinvolti.

Sono intervenuti diversi strumenti a supporto delle scelte poste in capo agli enti, oltre ai modelli già presenti delle SUA provinciali o regionali, come ad esempio il lavoro documentale e formativo avviato da ANCI[1], e questo ha semplificato di molto l’avvio delle nuove esperienze collaborative. Emergono tuttavia alcune scelte, molto ricorrenti nelle diverse esperienze, che depongono tutte verso una complicazione ed un appesantimento dell’iter procedimentale sotteso all’affidamento di un contratto pubblico. Basta analizzare alcuni segmenti della procedura o esaminare i centri di responsabilità creati a seguito della centralizzazione per avere piena contezza di tali conseguenze.

Si precisa che l’analisi che segue, lungi dal voler costituire un esame definitivo delle possibili soluzioni organizzative od operative, intende solo dare spunti di approfondimento al fine di determinare scelte il più possibile consapevoli.

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