Perché il mercato degli appalti pubblici ha bisogno di un nuovo Codice

appalti pubblici

Intervista a Dario Capotorto, avvocato amministrativista e docente di diritto dei Contratti e dei servizi pubblici all’Università degli Studi di Cassino.
Fonte: Consulente Immobiliare / Il Sole 24 Ore – Numero 1043 del 30 aprile 2018

a cura di Andrea Picardi

C’è anche la disciplina degli appalti pubblici tra i temi prioritari su cui sarà chiamato a intervenire il nuovo Parlamento che si è insediato lo scorso 23 marzo.

D’altronde il settore, dopo questi lunghissimi anni di crisi economica, non è ancora riuscito a voltare pagina e ad agganciare definitivamente la ripresa.

Anche per via del nuovo Codice, sottolineano i rappresentanti delle imprese edili e gli esperti, secondo cui la normativa approvata nell’aprile del 2016 – anziché semplificare il quadro come era negli obiettivi – ha finito con il complicarlo ulteriormente e con il determinare una vera e propria paralisi.

Il nuovo Codice degli appalti ha sicuramente peggiorato il sistema sotto il profilo della chiarezza: rispetto alla situazione precedente, a mio avviso è stato fatto un netto passo indietro”, ha affermato in questa conversazione con il Consulente Immobiliare l’avvocato amministrativista e docente di Diritto dei Contratti e dei servizi pubblici presso l’Università degli Studi di Cassino Dario Capotorto, che ha subito evidenziato il deficit di chiarezza dell’attuale disciplina: “Il mercato degli appalti pubblici necessita di regole più chiare e certe, anche in considerazione del fatto che glioperatori che partecipano alle gare non sono solo nazionali ma possono provenire anche dagli altri Stati membri dell’Unione Europea. Provi a immaginare lei che tipo di difficoltà possono incontrare queste imprese con un sistema farraginoso come il nostro”.

LEGGI QUI L’INTERA INTERVISTA DELL’AVV. CAPOTORTO

 

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