Appalti: la “cultura del sospetto” deprime le possibilità di ripresa economica

L’illecito professionale delineato dall’articolo 80, comma 5, lettera c) del Codice dei contratti pubblici può cagionare l’esclusione dalla partecipazione alla procedura ogniqualvolta la stazione appaltante dimostri adeguatamente la commissione di illeciti da parte dell’operatore economico.

Tuttavia la norma in questione, a causa della assoluta vaghezza della formulazione, “introduce una causa di esclusione atipica e dai contorni estremamente indefiniti, tale da ricomprendere qualsivoglia vicenda che, a giudizio della stazione appaltante, possa astrattamente porre in dubbio l’integrità o affidabilità dell’operatore economico”.

Tale circostanza, evidenziata dal vicepresidente dell’ANCE  Edoardo Bianchi su Il Sole 24 Ore, non farebbe altro che contribuire all’accrescimento della “cultura del sospetto“, condizione sfavorevole in una prospettiva di ripresa economica e crescita degli investimenti.

L’eccesso di adempimenti richiesti

Secondo Bianchi, “la indeterminatezza del diritto ha da tempo determinato una ridotta attrattività del nostro Paese per gli investitori esteri ed ha reso sempre più complicato l’avvio di nuove intraprese economiche.” Una problematica che ha afflitto soprattutto le aziende che già agivano nel rispetto del tracciato normativo, “subissandole di adempimenti“.

CONTINUA A LEGGERE

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

1 commento su “Appalti: la “cultura del sospetto” deprime le possibilità di ripresa economica

  1. Spunto di riflessione, più che commento: Considerato che nell’inversione procedimentale l’esclusione o ammissione va decisa dopo l’apertura delle offerte economiche, la decisione “discrezionale” della Stazione appaltante sull’esclusione o meno ex art. 80 c. 5 lett. c, sia pur motivata, determinerebbe che diventa discrezionale aggiudicare a uno o all’altro concorrente o a un terzo “telecomandante” in quanto modificherebbe le medie ecc. Questo è uno dei motivi per cui, come mi sembra sia stato affermato dal TAR della Puglia, dovrebbe essere vietata in assoluto l’apertura delle buste A nelle inversioni procedimentali (con esclusione di quella dell’aggiudicatario), se non sono passati almeno un certo numero di mesi dall’aggiudicazione ( e l’apertura sarebbe fatta in modo avulso dalla gara ma solo ai fini del controllo delle dichiarazioni sostitutive ex dpr 445/2000).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *