Il marchio Made Green in Italy

made green italy

di Max Mauri

Con l’approvazione della L. 221/2015 (cosiddetto Collegato ambientale) si è avviato il percorso per la definizione del primo schema di certificazione ambientale nazionale, una versione nostrana dell’Impronta ecologica di prodotto (PEF) definita dalla Raccomandazione 2013/ 179/UE della Commissione, del 9 aprile 2013.

Si tratta di uno strumento certificativo di 3° tipo secondo la definizione della norma IS0 14025, poiché riporta dichiarazioni basate su parametri stabiliti e contiene una quantificazione degli impatti ambientali associati al ciclo di vita del prodotto, è sottoposta a un controllo indipendente ed è presentata in forma chiara e confrontabile.

Questo schema intende agevolare la promozione dei prodotti e servizi italiani nel mondo, potendo contare su dichiarazioni scientifiche certificate che garantiscano anche ai nuovi partner commerciali la solidità delle proprie affermazioni. La globalizzazione e l’internazionalizzazione dei prodotti nazionali può passare anche da questi strumenti innovativi, che tra l’altro avranno la responsabilità di rinforzare la nostra credibilità nei paesi dove non è ancora pienamente riconosciuta la qualità delle nostre produzioni e la professionalità dei nostri comparti industriali.

Il nuovo schema previsto dall’articolo 21 sarà volontario e definito da un apposito Regolamento del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare da emanare entro 180 giorni dall’entrata in vigore della L. 221/2015. Al proposito, nei giorni scorsi si è conclusa la consultazione pubblica sulla prima bozza di Regolamento resa disponibile dal MATTM.

Alcuni elementi sembrano già essere ben delineati, pertanto dovrebbe trattarsi di uno schema certificativo che autorizza all’utilizzo di un logo riportante le prestazioni del prodotto/servizio. Con ogni probabilità si utilizzerà una scala di valutazione similare a quella dei certificati energetici, sarà assegnata una sigla tra “A” e “G” in funzione del livello di sostenibilità ambientale dei singoli parametri analizzati, ma si dovranno attendere i successivi passaggi per dire con certezza quale sarà il funzionamento di dettaglio del Made green in Italy.

L’iniziativa parlamentare si inquadra nella comunicazione della Commissione europea «Tabella di marcia verso un’Europa efficiente nell’impiego delle risorse » (COM(2011) 571 definitivo), e in particolare nella parte concernente la strategia in materia di consumo e produzione sostenibili.

Il Legislatore ha previso un particolare focus per i prodotti agricoli, esplicitamente citati come categoria prioritaria per cui definire le specifiche per la certificazione. Inoltre è previsto un piano di lavoro complessivo che sarà adottato entro un anno nella forma di un Piano d’azione nazionale in materia di consumo e produzione sostenibili, e che preveda particolare attenzione al settore del turismo.

Lo schema potrebbe avere ampi punti di contatto con la Dichiarazione Ambientale di Prodotto svedese (Environmental Product Declaration – EPD –  www.environdec.com/it), poiché sarà impostato a partire dal medesimo tipo di strumento certificativo, la certificazione europea Product Environmental Footprint (PEF).

PRINCIPALI CONTENUTI DELLA PEF

L’impronta ambientale dei prodotti è una misura che, sulla base di un set di criteri, indica le prestazioni ambientali di un prodotto o servizio nel corso del rispettivo ciclo di vita. Le informazioni relative alla PEF sono fornite con l’obiettivo generale di ridurre gli impatti ambientali dei prodotti e servizi, tenendo conto delle attività della catena di approvvigionamento (dall’estrazione di materie prime, alla produzione, all’uso e alla gestione finale dei rifiuti). La guida sulla PEF di cui alla RACCOMANDAZIONE DELLA COMMISSIONE del 9 aprile 2013 (2013/179/UE) mette a disposizione un metodo di modellazione degli impatti ambientali dei flussi di materiale/energia e dei flussi di emissioni e di rifiuti associati a un prodotto nel corso del relativo ciclo di vita. Secondo la Raccomandazione, devono essere valutati i seguenti elementi per l’inclusione nel profilo di utilizzo delle risorse e di emissioni:

  • Acquisizione delle materie prime e prelavorazione
  • Beni strumentali: deve essere utilizzata la riduzione lineare. Deve essere presa in considerazione la durata prevista dei beni strumentali (e non il tempo necessario per diventare un valore contabile economico pari a 0)
  • Produzione
  • Distribuzione e stoccaggio dei prodotti
  • Fase di utilizzo
  • Logistica
  • Fine vita

POTENZIALI AMBITI DI APPLICAZIONE DELLE METODOLOGIE DI PROTTO (PEF) E DI ORGANIZZAZIONE (OEF) E RISULTATI[1]  

I potenziali ambiti di applicazione della metodologia PEF ed i risultati da essa perseguibili sono i seguenti:

  • Ottimizzazione dei processi durante il ciclo di vita di un prodotto
  • Sostegno alla progettazione del prodotto che riduca al minimo gli impatti ambientali nel corso del ciclo di vita
  • Comunicazione delle informazioni relative alle prestazioni ambientali nel corso del ciclo di vita dei prodotti (ad esempio mediante la documentazione che accompagna il prodotto, siti internet e app) da parte delle singole imprese o mediante programmi su base volontaria
  • Programmi relativi alle dichiarazioni ambientali, in particolare garantendo una sufficiente affidabilità e completezza delle dichiarazioni
  • Programmi che creano reputazione dando visibilità ai prodotti che calcolano le proprie prestazioni ambientali nel corso del ciclo di vita
  • Identificazione degli impatti ambientali significativi al fine di stabilire criteri per i marchi di qualità ecologica
  • Incentivi basati sulle prestazioni ambientali nel corso del ciclo di vita, ove opportuno

Per quel che concerne la metodologia OEF, ambiti di applicazione e risultati sono i seguenti:

  • Ottimizzazione dei processi lungo tutta la catena di approvvigionamento della gamma di prodotti di un’organizzazione
  • Comunicazione delle prestazioni ambientali nel ciclo di vita alle parti interessate (ad esempio mediante relazioni annuali, nelle relazioni sulla sostenibilità, come risposta ai questionari degli investitori o dei portatori di interessi)
  • Programmi che creano reputazione dando visibilità alle organizzazioni che calcolano le proprie prestazioni ambientali nel ciclo di vita o alle organizzazioni che le migliorano nel tempo, ad esempio di anno in anno
  • Programmi che richiedono la comunicazione delle prestazioni ambientali nel ciclo di vita
  • Un mezzo per fornire informazioni sulle prestazioni ambientali nel ciclo di vita e sul conseguimento degli obiettivi nel quadro di un sistema di gestione ambientale
  • Incentivi basati sul miglioramento delle prestazioni ambientali nel corso del ciclo di vita, calcolate in base alla metodologia OEF, ove opportuno

PROGETTI PILOTA DELLA COMMISSIONE EUROPEA

La Commissione Europea sta procedendo alla realizzazione di un elevato numero di progetti pilota con l’intenzione di mettere a punto gli aspetti tecnici e procedurali dei diversi contesti in cui questi strumenti saranno applicabili.

I progetti pilota hanno tempistiche diverse, ma l’intenzione della Commissione europea è la conclusione dell’intero pacchetto di sperimentazioni entro l’anno in corso. Si riportano di seguito i progetti pilota per la PEF e quelli per la OEF.

PEF  (Fonte: http://ec.europa.eu/environment/eussd/smgp/policy_footprint.htm)

Pilot factsheets Date of 1st consultation meeting Virtual consultation
open until
Consultation on the draft final PEFCR
Batteries and accumulators 25 February 2014 24 August 2015
Decorative paints 6 March 2014 30 July 2015
Hot and cold water supply pipes 20 March 2014 7 May 2015
Household detergents 24 March 2014 6 May 2015 1 July 2016
Intermediate paper product(JRC) 17 March 2014 10 August 2015 27 June 2016
IT equipment 6 March 2014 21 August 2015
Leather 22 January 2015 9 December 2015
Metal sheets 7 March 2014 2 June 2015 16 July 2016
Footwear 13 March 2014 25 May 2015
Photovoltaic electricity generation 9 April 2014 19 July 2015
Stationery (discontinued) 30 April 2014
Thermal insulation 15 October 2014 4 December 2015
T-shirts 14 March 2014 7 October 2015
Uninterruptible Power Supply 26 February 2014 10 August 2015
Beer 26 September 2014 18 October 2015
Coffee 16 October 2014 30 September 2015
Dairy 31 October 2014 26 July 2015
Feed for food-producing animals 28 October 2014 3 October 2015
Marine fish (discontinued) 20 November 2014 8 March 2016
Meat (bovine, pigs, sheep) 19 December 2014 16 December 2015
Olive oil 30 October 2014 11 December 2015
Packed water 8 October 2014 24 July 2015
Pasta 14 November 2014 20 January 2016
Pet food (cats & dogs) 24 October 2014 21 August 2015
Wine 25 November 2014 30 January 2016

 

 

OEF (Fonte: http://ec.europa.eu/environment/eussd/smgp/policy_footprint.htm)

1st consultation 2nd consultation Consultation on the draft final OEFSR
Retail 21 February 2014
Additional online consultation until 20/05/2014
until 27 May 2015
Copper production(JRC) 10 March 2014 until 1 June 2015 22 July 2016

 

[1] ALLEGATO I – Raccomandazione 2013/ 179/UE della Commissione, del 9 aprile 2013

 

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