L’affidamento diretto salva il sindaco dal reato di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente

Le valutazioni della Cassazione Penale: l’affidamento diretto esclude il reato con conseguente venire meno anche della misura cautelare disposta; e ciò a prescindere se tale affidamento sia avvenuto per portare a compimento “una mala gestio complessiva”

Inutile il ricorso del Procuratore contro l’annullamento della revoca delle misure cauteri disposte dal Tribunale nei confronti del sindaco di un Ente locale, gravemente indiziato del reato di concorso in turbata libertà del procedimento di scelta del contraente. Per la Cassazione Penale (sentenza n. 17876/2022) l’affidamento diretto esclude il reato con conseguente venire meno anche della misura cautelare disposta e ciò, a prescindere se tale affidamento sia avvenuto per portare a compimento “una mala gestio complessiva”.

La vicenda

Il Tribunale ha annullato l’ordinanza con cui era stata applicata al sindaco la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, misura questa disposta in ragione del reato in concorso in turbata libertà del procedimento di scelta del contraente.

Al Sindaco è stato contestato, in concorso con altri, di aver turbato il procedimento di scelta del contraente, oggetto della delibera della giunta comunale, avente a oggetto l’approvazione del progetto dei lavori di adeguamento e messa in sicurezza d’impianti su aree di proprietà comunale, da cui era derivata la successiva, determina di affidamento diretto dei lavori ad un’impresa.

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