Payback dispositivi medici: una prima vera vittoria per gli operatori del settore.

Il Tar Lazio solleva la questione di legittimità costituzionale presso la corte costituzionale.

A cura di Chiara Bolzan

Mentre il Governo, utilizza il meccanismo di posticipo del termine ultimo di pagamento di quanto previsto attraverso la norma sul payback dispositivi medici, i giudici amministrativi intervengono sollevando la questione di illegittimità costituzionale.

Sarà pertanto la Corte costituzionale a doversi pronunciare in merito alla norma concernente il payback dispostivi medici.

Procediamo con ordine.

La suddetta, approvata con il D.L. n. 78 del 2015,  è in realtà stata attuato solo a partire dal cosiddetto decreto “Aiuti-Bis” del 9 agosto 2022, stante la quale veniva sancito l’obbligo in capo agli operatori economici, fornitori di dispositivi medici, di restituire fino al 50% di quanto da loro già incassato a seguito di fornitura per l’arco temporale 2015-2018, con modalità stabilite successivamente con decreto del Mistero della Salute, sentita la Conferenza Stato-Regioni e il Ministero e dell’Economia.

Da quel momento si è aperta una lunga diatriba tra gli operatori economici e lo Stato, che ha portato il governo prima a posticipare in più riprese i termini di pagamento, successivamente a dimezzare l’importo dovuto. Tentativi, questi, risultati vani in quanto non si è giunti a una soluzione definitiva.

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