La recente sentenza del Consiglio di Stato, (Sez. V), n. 4185 del 25 maggio 2026: di cui si è già parlato sul quotidiano in recenti circostanze, è oggetto di attente letture non solo per il, si potrebbe dire, tema principale ovvero la reale natura/configurazione giuridica dell’affidamento diretto che, se è tale, non deve essere sviluppato come una gara con logiche competitive, ma anche per la sottolineatura espressa in tema di concessione.
Il riferimento, in particolare, riguarda il momento: il passaggio, in cui l’estensore della pronuncia nel richiamare la nozione di affidamento diretto (come emerge dall’allegato I.1, art. 3, lettera d) richiama, in modo invero non incidentale il fatto che “la definizione contenuta nell’art. 3 comma 1 lett. d dell’allegato I.1. (nda e quindi la definizione di affidamento diretto) include, evidentemente, anche le concessioni”.
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