La Corte dei Conti “disapplica” l’automatismo del potere riduttivo della L.1/2026 e riafferma il suo ruolo di “Coscienza finanziaria della Repubblica”: la reinterpretazione costituzionalmente ed eurounitariamente orientata della riforma contabile.

Nota alla sentenza della Corte dei Conti, sez. giur. Lazio. n. 82/2026

Alessandro Massari 23 Febbraio 2026
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La sentenza n. 82/2026 della Sezione giurisdizionale per il Lazio della Corte dei conti rappresenta una delle prime pronunce sulla recente riforma contabile introdotta con la L. 1/2026 e costituisce una   decisione rilevante soprattutto per il modo in cui il Collegio interpreta e “riassesta” la nuova disciplina della responsabilità amministrativa.

Pur prendendo le mosse da una vicenda specifica, la pronuncia assume un respiro sistematico molto ampio: da un lato, chiarisce il ruolo della Corte dei conti nel nuovo quadro normativo; dall’altro, propone una lettura costituzionalmente ed eurounitariamente orientata del potere riduttivo del danno, rifiutandone l’applicazione automatica e sottolineando la centralità della colpa grave come filtro di responsabilità.

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