Appalti, Decreto Correttivo: programmazione, trasparenza e RUP

Il Decreto correttivo non si limita ad una modifica di norme del codice ma anche dello stesso approccio del RUP al procedimento contrattuale

a cura di Stefano Usai

Il decreto legislativo n. 56/2017, correttivo del codice degli appalti, – in vigore dal 20 maggio – non si limita, si potrebbe dire, ad una modifica di norme del codice (ora dei contratti pubblici grazie all’articolo 1 del correttivo che modifica la rubrica del decreto legislativo 50/2016) ma anche dello stesso approccio del RUP al procedimento contrattuale.

Questo è soprattutto vero in relazione ad alcuni aspetti (trattati in questa prima parte) relativi alla programmazione delle acquisizioni, in particolare per gli enti locali, e in tema di individuazione del RUP.

Ma, come si vedrà, anche in tema di affidamenti semplificati, con la determinazione a contrattare semplificata e delle stesse procedure negoziate nel sottosoglia etc.

La programmazione degli acquisti e dei lavori negli Enti locali (art. 21)

L’articolo 11, comma 1 del correttivo, – e per ciò che in queste sede interessa trattare – lett. a) e b) modificano rispettivamente la rubrica dell’articolo 21 che ora contiene i riferimenti sia alla nuova programmazione in tema di beni/servizi sia in tema di lavori.
Una modifica sostanziale, più che altro un adeguamento che introduce la tempistica della redazione dei programmi di acquisti e lavori che i RUP dovranno rispettare, riguarda il comma 1 dell’articolo 21.

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