Ritenute negli appalti e attività istituzionale dell’Ente pubblico

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I nuovi controlli sulle ritenute negli appalti non operano per l’attività istituzionale dell’Ente pubblico

La nuova disciplina sui controlli sulle ritenute negli appalti di lavori e servizi di importo complessivo annuo superiore a euro 200mila (prevista dall’art. 17 bis del decreto legislativo n. 241/1997, inserito dall’art. 4 del Decreto Fiscale n. 124/2019, convertito dalla legge n. 157/2019) non opera per gli Enti pubblici per quanto riguarda la loro attività istituzionale: è uno degli aspetti più importanti evidenziati dall’Agenzia delle Entrate con la circ. n. 1/E del 12 febbraio 2020.

Al contrario, rientrano nell’ambito di applicazione della nuova normativa gli appalti ed i subappalti relativi all’area commerciale: si pensi, ad esempio, ai servizi mense, asili nido, case di riposo, parcheggi e scuolabus.
Rimangono parimenti esclusi:

  • i soggetti residenti che non esercitano attività d’impresa o non esercitano imprese agricole o non esercitano arti o professioni: si pensi alle persone fisiche e alle società semplici che non esercitano attività d’impresa o agricola o arti o professioni;
  • i condomìni, perché non possono esercitare alcuna attività d’impresa o agricola o attività professionale;
  • i contratti d’opera di cui all’art. 2222 del codice civile stipulati con esercenti arti e professioni, perché non si è dinanzi ad una attività di impresa.
LE RITENUTE NEGLI APPALTI

LE RITENUTE NEGLI APPALTI

L’art. 4 del “decreto fiscale 2019” (d.l. 124/2019) ha introdotto l’articolo 17-bis nell’ambito del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, il quale contiene un’articolata disciplina volta a contrastare l’omesso o insufficiente versamento, anche mediante l’indebita compensazione, di ritenute fiscali, nonché l’utilizzo della compensazione per il versamento dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi assicurativi obbligatori.

La norma ha poi trovato un nuovo assetto con l’approvazione della legge 19 dicembre 2019, n. 157 che ha convertito il citato decreto.

La normativa in questione impone degli adempimenti che coinvolgono in pieno, oltre ai committenti privati, anche le stazioni appaltanti, le quali devono garantire il regolare adempimento fiscale da parte dell’appaltatore e dei subappaltatori.

Importanti chiarimenti sono stati forniti nella materia dalla circolare dell’Agenzia delle entrate n. 1/E del 2020.

La circolare ripercorre punto per punto i contenuti dell’art. 17-bis, fornendo importanti precisazioni con riferimento agli aspetti applicativi della disciplina.

 

Salvio Biancardi
Funzionario di primario Comune, autore di pubblicazioni e docente in corsi di formazione.

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