Corte dei conti, Audizione sulla Legge europea 2019-2020

Il DDL n. 2169 (recante “Disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea” – “Legge europea 2019-20202”) reca, com’è peraltro nella logica e nella fisiologia della Legge Europea, che va emanata a cadenza annuale ,un ampio ventaglio di disposizioni afferenti a molteplici problematiche, accomunate dal loro collocarsi entro il perimetro definito dall’art. 30, c. 3 della l. n. 234/2012.

La finalità del Disegno di Legge è, quindi, quella di superare i possibili contrasti che l’ordinamento italiano evidenzia nei confronti di quello europeo. Il risvolto che presenta la maggiore concretezza, al di là della condivisione dei principi, è quello di evitare che si instaurino procedure di infrazione, ovvero di consentire, nei tempi più brevi, il loro superamento.

La tematica, storicamente, come è ben noto, rappresenta un punto particolarmente delicato nei rapporti fra il nostro Paese e l’Unione, stante la mole di contenzioso generato nel tempo, e determinato soprattutto da fattispecie di mancato adeguamento del diritto nazionale a quello sovranazionale: non, quindi, da conflitti generati più o meno intenzionalmente come effetto di scelte di policy incompatibili con i cardini fissati all’altezza del circuito decisionale eurounitario, ma, in gran parte, da mere inerzialità della macchina istituzionale, che, comunque, hanno determinato, in numerosissimi casi, approfonditamente indagati in varie sedi e da lungo tempo, di tardivo o mancato recepimento di direttive.

Se è vero, come è vero, che ogni antinomia fra ordinamento interno e ordinamento comunitario (non eccettuate quelle derivanti dalle inerzialità di cui sopra)si radica in precisi contesti settoriali, ne discende che una delle possibili angolature entro le quali sviluppare una valutazione sul DDL in esame sia quella di procedere, ad un’analisi puntuale delle aree normative nelle quali emergono i contrasti o, perlomeno, le non totali compatibilità con l’Ordinamento europeo, alle quali, il disegno di legge in esame intende porre rimedio, per giungere alla valutazione di merito sulla efficacia –o meno –della modalità con le quali si sia inteso por termine al rilevato contrasto col diritto unionale.

Questa Sezione ritiene però, in considerazione delle materie oggetto del DDL, di apportare, in questa sede, un contributo più proficuo, e più rispondente al profilo e alla missione costituzionalmente assegnati alla Magistratura contabile, nel concentrare il proprio approfondimento su una singola disposizione, fra quelle del DDL, ossia l’art. 35.

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