Perché un avvalimento non è sensazionale quanto un subappalto

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Ieri l’ANAC ha trasmesso ai Presidenti di Camera e Senato e al Ministro delle Infrastrutture l’atto di segnalazione n.3/2021 del 28 luglio scorso.

L’accento dell’ANAC è sull’opportunità di modificare le norme all’origine della procedura di infrazione contro l’Italia aperta dall’Ue, ovvero:

  1. eliminare dal codice appalti la previsione che impone, nei casi di avvalimento, l’esclusione del concorrente in relazione a false dichiarazioni rese dall’impresa ausiliaria, senza consentirne la sostituzione;
  2. chiarire che il divieto di ricorso all’istituto dell’avvalimento non si estende all’appalto nel suo complesso ma è riferito solo agli specifici lavori o componenti di notevole contenuto tecnologico o di rilevante complessità tecnica compresi nell’appalto (categorie super-specialistiche);
  3. considerare con attenzione i divieti di avvalimento “a cascata”, allo scopo di tutelare da un lato la massima partecipazione alle procedure di affidamento e, dall’altro, il corretto svolgimento delle operazioni di gara, oltre al mantenimento, in capo a tutti i soggetti coinvolti, della responsabilità in relazione alla prestazione dedotta in contratto.

La modifica non è banale e gli impatti potrebbero essere importanti dal punto di vista partecipativo.

Si attendono sviluppi.

Documenti collegati

Atto di segnalazione A.N.AC. 28/7/2021 n. 3
Concernente l’articolo 89, commi 1 e 11 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 e s.m

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