Le aperture della Corte dei conti sugli incentivi per le funzioni tecniche

A cura di Arturo Bianco

Due importanti aperture caratterizzano le più recenti indicazioni delle deliberazioni della Corte dei conti in materia di erogazione degli incentivi per le funzioni tecniche: in primo luogo la possibilità che le amministrazioni possano adottare un regolamento che consente la incentivazione di attività già svolte per un’opera progettata in vigenza della precedente disciplina legislativa; in secondo luogo la previsione della possibilità di rideterminare in aumento la base per il calcolo degli incentivi in caso di varianti in corso d’opera che dipendono da fatti imprevisti e che non sono addebitabili a carenze di programmazione.

Si deve sottolineare che la prima indicazione è fornita dalla sezione autonomie, quindi ha un carattere impegnativo per tutte le successive pronunce dei giudici contabili.

Tale deliberazione determina, in termini di fatto, la retroattività delle norme regolamentari.

Si deve evidenziare che le stesse Corti dei conti ribadiscono che il trattamento economico su cui calcolare il tetto del 50% di questi incentivi deve essere calcolato in termini di competenza e non di cassa, quindi con riferimento ai compensi per il quali matura il diritto alla incentivazione e non con riferimento alla effettiva corresponsione.
Che per la definizione del trattamento economico non devono essere considerati gli incentivi per le funzioni tecniche corrisposti.

E che, in assenza di gare e con l’unica eccezione del ricorso alla procedura comparativa di cui all’articolo 36, comma 2, lettera b), del d.lgs. n. 50/2016, l’assenza di gare inibisce il riconoscimento di questo incentivo.

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