Patrimonio netto negativo causato dalla crisi da Covid: parere favorevole del Consiglio di Stato alla partecipazione alle gare pubbliche

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Patrimonio netto negativoSu richiesta dell’Anac, il Consiglio di Stato ha rilasciato parere favorevole alla partecipazione alle gare pubbliche delle aziende con un patrimonio netto negativo, causato dagli eventi sismici del 2016 e dalla emergenza sanitaria da Covid-19.

La richiesta di parere

Con nota del 19 giugno 2020, il Presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) aveva richiesto il parere del Consiglio di Stato sulla estensione della derogabilità del requisito patrimoniale previsto dall’articolo 79, comma 2, lettera c) del d.P.R. n. 207 del 2010 (consistente nel valore positivo del patrimonio netto risultante dall’ultimo bilancio di esercizio, da parte dei soggetti esecutori di lavori pubblici) anche alle fattispecie prese in considerazione dagli interventi normativi di sostegno alle imprese colpite dagli eventi sismici del 2016 e dalla recente emergenza sanitaria da Covid-19.

La risposta al quesito del Consiglio di Stato

Col parere del 4 maggio 2022, n. 804 la prima sezione del Consiglio di Stato ha rilasciato parere favorevole a tale richiesta affermando che “…in virtù di una lettura sistematica del delineato quadro normativo, sia consentito il rilascio delle attestazioni di qualificazione alle imprese che, in conseguenza degli eventi sismici del 2016 e della recente emergenza epidemiologica da Covid-19, presentino un patrimonio netto di valore negativo.”

Il commento di Busia alla decisione del Consiglio di Stato

“Il via libera del Consiglio di Stato ad Anac nella tutela delle imprese in crisi a causa del Covid ai fini della partecipazione agli appalti conferma i nostri sforzi per facilitare le aziende nel prender parte alle gare pubbliche e aggiudicarsi i lavori pubblici. E’ una sentenza importante: le imprese vanno sostenute e non penalizzate”.

Così Giuseppe Busia, presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, commenta il parere del Consiglio di Stato.

“Anac ha sostenuto il principio che le imprese debbano poter partecipare alle gare pubbliche per l’aggiudicazione dei lavori pubblici anche se con patrimonio netto di valore negativo a causa della crisi conseguente al Covid. Gli obiettivi che il Paese si è dato con il Pnrr vanno sostenuti e portati avanti, superando vincoli burocratici ed eccessiva regolamentazione. Vanno salvaguardate l’economia e l’occupazione. Per questo abbiamo portato avanti l’idea di derogabilità del requisito di idoneità economico-finanziaria da parte dei soggetti esecutori dei lavori pubblici. Ritenevamo che tale deroga fosse giustificata, ed ora il Consiglio di Stato ci ha dato ragione”.

“Il meccanismo posto in essere al fine di scongiurare conseguenze dannose per le imprese consiste nella temporanea sospensione dell’applicazione nei confronti delle imprese colpite dalla crisi, delle norme del Codice civile che disciplinano la ricapitalizzazione delle perdite di esercizio e lo scioglimento della società”, conclude.

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