Contratti pubblici, forte aumento di procedure ristrette e affidamenti diretti

Il rapporto quadrimestrale, oltre alle premesse e al Focus finale, è suddiviso in 4 sezioni, di cui:

una sezione generale, contenente le statistiche aggregate dei contratti pubblici e un’analisi congiunturale su un periodo che comprende anche i quadrimestri dei tre anni precedenti, in modo da evidenziare in maniera più accurata la dinamica del mercato nel tempo e i fattori congiunturali che la condizionano, sia quelli di tipo strutturale (in particolare la stagionalità) sia quelli legati a shock esogeni non prevedibili come l’emergenza Covid-19;

tre sezioni di dettaglio, in cui viene effettuata un’analisi comparata con i dati riferiti al quadrimestre dell’anno precedente con riferimento alle diverse tipologie di contratto (lavori, servizi e forniture), al settore, alle fasce di importo, alla tipologia di strumento di svolgimento delle procedure e alle modalità di scelta del contraente.

Forte aumento nei settori ordinari e speciali

Significativo incremento per le procedure ristrette nei settori ordinari (+503,6%) e degli affidamenti diretti nei settori speciali (ovvero gas, energia termica, elettricità, acqua, trasporti, servizi postali, sfruttamento di area geografica): +359,2%.

È quanto emerge dal rapporto sul mercato dei contratti pubblici dell’Anac relativo al terzo quadrimestre del 2021, redatto sulla base dei dati contenuti nella Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici dell’Autorità.

Rispetto al quadrimestre dell’anno precedente si registra una leggerissima diminuzione delle procedure dell’1,2% in termini di importi, mentre in termini di numerosità un leggero aumento del 6,8%. In particolare, si osserva un decremento del valore complessivo dei lavori del 21,9% ed un aumento del valore complessivo per i servizi del 21,4% mentre il valore complessivo delle forniture rimane pressoché invariato (+0,8%).

La variazione tendenziale per tipo di procedura e per importo

L’analisi comparata per procedura di scelta del contraente mostra un significativo incremento, in termini di importo, per le procedure ristrette nei settori ordinari (+503,6%) dovuto, in particolare, ad appalti esperiti nell’ambito di centrali di committenza compreso il settore sanità, nonché un aumento delle procedure negoziate previa pubblicazione del bando (+146,9%) e degli affidamenti diretti(+359,2%) nel settore speciale. Anche in termini di numerosità si osserva una crescita sia delle procedure ristrette nel settore ordinario (+144,4% di Cig perfezionati), sia negoziate previa pubblicazione del bando (+52,2%) e degli affidamenti diretti(+37%) nel settore speciale.

A livello di importo le procedure aperte e ristrette rappresentano circa il 64% rispetto al totale degli appalti mentre le procedure negoziate con o senza previa pubblicazione del bando e gli affidamenti diretti rappresentano circa il 36%. La situazione si capovolge a livello di numerosità delle procedure, in quanto le procedure aperte e ristrette rappresentano il 21% circa degli appalti mentre le procedure negoziate con o senza previa pubblicazione del bando e gli affidamenti diretti rappresentano il 79% circa.

Che cosa cambia nelle forniture

Il 3° quadrimestre del 2021 è caratterizzato, rispetto al quadrimestre precedente, da un aumento, a livello di importo, delle forniture di circa il 33% (forniture che rappresentano circa il 41,5% dei circa 74,4 miliardi complessivi) ed un aumento dei lavori di circa 24% (lavori che rappresentano circa il 26% dei circa 74,4 miliardi complessivi). L’aumento delle Forniture è dipesa in gran parte da un aumento in termini di bandi esperiti dalle Centrali di Committenza compreso l’ambito sanitario; analogamente l’aumento dei lavori è dipeso in gran parte da un aumento sempre in termini di bandi esperiti nel settore servizi di interesse generale (elettricità, gas, trasporti, telecomunicazioni, servizi postali, gestione rifiuti, approvvigionamento idrico, ecc.). In termini di numeri si ha un aumento, rispetto al quadrimestre precedente, in tutti i tre settori, forniture, lavori, servizi, che aumentano rispettivamente del 23,7%, 11,7% e 15,6%.

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