Varato in Consiglio dei ministri il Decreto Aiuti-ter

Tre le linee tematiche tracciate dal Governo: aiuti a famiglie e imprese per il caro energia, accelerazione riforme PNRR e diversificazione energetica

Nella giornata di venerdì, il Consiglio dei ministri (n. 95), su proposta del Presidente Mario Draghi, del ministro dell’Economia e delle Finanze Daniele Franco e del ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani, ha approvato l’atteso Decreto Aiuti-ter, il decreto legge che introduce ulteriori misure urgenti in materia di politica energetica nazionale, produttività delle imprese, politiche sociali e per la realizzazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR).

>> LA BOZZA DEL DECRETO.

Il varo del Decreto Aiuti-ter

Mediante il varo del Decreto Aiuti-ter, la cui approvazione chiude ufficialmente la legislatura, il Governo rivolge nuovamente la propria attenzione alle imprese e alle famiglie in difficoltà per il caro bollette.

Come ha spiegato il presidente del Consiglio in conferenza stampa, l’intervento si sviluppa lungo tre canali. “Aiuto alle famiglie e alle imprese per affrontare la crisi energetica e più in generale il caro vita. Intervento per accelerare le riforme strutturali del PNRR. E dare attuazione alla diversificazione energetica dal gas russo, e verso le rinnovabili”.

Un insieme di misure approvate senza fare ulteriore deficit. In particolare, ha spiegato il premier, dopo aver chiarito ancora una volta di non essere disponibile ad un altro mandato “siamo a 14 miliardi, più 17 miliardi del decreto precedente, arriviamo a un importo di circa 31 miliardi”.

Una spesa fatta senza ricorrere allo scostamento di bilancio di 30 miliardi “a meno che non si pensi a uno scostamento ogni mese”. Interventi, ha continuato il capo del Governo, che “si aggiungono ai quasi 50 miliardi dei mesi scorsi”. Nel complesso il 3,5% del Pil, “che ci pone tra i Paesi che hanno speso di più in Europa”.

Tutele per famiglie, imprese (ma anche sport e cultura)

Per il caro bollette vengono estese fino a fine anno le garanzie pubbliche a sostegno della liquidità. Il provvedimento spazia dal nuovo bonus inflazione da 200 euro a un’estensione del credito di imposta per tutte le imprese ad alto consumo energetico. Il meccanismo del credito d’imposta da ottobre varrà quindi per tutte le imprese.
Per le famiglie è previsto un bonus una tantum di 150 euro per chi percepisce redditi inferiori a 20mila euro lordi annui, compresi i pensionati e ai percettori di reddito di cittadinanza.

Provvedimento che interesserà una platea di 22 milioni di persone. Circa 190 milioni andranno a sostegno delle aziende agricole, con interventi per la riduzione dei costi del gasolio agricolo, dei trasporti e dell’alimentazione delle serre e 400 milioni saranno stanziati per il servizio sanitario nazionale, suddiviso tra le Regioni e Province autonome per far fronte ai rincari nel settore ospedaliero, comprese Rsa e strutture private.

Sostegni sono inoltre previsti anche per sport e cultura (in particolare per cinema e teatri) e del terzo settore, mentre al trasporto pubblico locale andranno 100 milioni di euro.

Nel provvedimento, entrano anche misure anti-delocalizzazioni, con un aggravio delle sanzioni, tempi più lunghi per gestire il disinvestimento, evitando ricadute economiche e occupazionali sul territorio, e la restituzione di eventuali contributi pubblici ricevuti.

>> IL COMUNICATO INTEGRALE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI n. 95.

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