L’istituto della cooptazione: criticità interpretative e risvolti applicativi alla luce del nuovo codice dei contratti pubblici nonché dei più recenti approdi giurisprudenziali

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Con il presente contributo si intende fornire, seppur sinteticamente, una esaustiva ricostruzione dei tratti salienti della c.d. cooptazione, strumento giuridico, per alcuni versi oggetto di accesi dibattiti non ancora del tutto sopiti, adoperabile nel momento esecutivo delle procedure di gara ad evidenza pubblica e recentemente oggetto sia di modifiche (rectius di integrazioni) nella relativa normativa, con l’entrata in vigore e l’acquisizione dell’efficacia del nuovo codice dei contratti pubblici, che di fecondi interventi della giurisprudenza amministrativa.

Al fine di perseguire esaustivamente la finalità testè indicata, è necessario premettere in via preliminare che quando si discorre di “cooptazione”, nell’ambito della disciplina degli appalti pubblici, si fa riferimento ad un istituto, avente “carattere speciale e derogatorio” rispetto alla disciplina vigente in materia di qualificazione SOA, che consente ad un operatore economico che non deve essere necessariamente in possesso dei requisiti richiesti per la partecipazione alla procedura di gara, di prende parte alla sola fase dell’esecuzione delle lavorazioni, nel rispetto dei limiti e delle condizioni di seguito meglio enucleati nelle loro caratteristiche essenziali.

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