Digitalizzazione appalti, presidi Andis: “Grande difficoltà. Le scuole non possono essere considerate come comuni stazioni appaltanti”

Il Direttivo Nazionale dell’ANDIS, riunito a Bologna in data 10 e 11 gennaio 2024, ha analizzato la situazione che si è verificata nelle scuole a partire dal 1^ gennaio scorso con la digitalizzazione dei contratti.

I soci Dirigenti scolastici hanno segnalato grande difficoltà nel gestire la fase di passaggio a questa modalità, fin dall’inizio della funzione sul sito dedicato: piattaforma lenta, malfunzionamenti, difficoltà di estrazione del CIG e, soprattutto, necessità di utilizzare la medesima procedura anche per acquisti di entità modesta, rientranti nelle ordinarie attività di molte scuole.

Tale situazione appare confermata implicitamente dal messaggio del presidente dell’ANAC emanato il 10 gennaio 2024 e teso a rassicurare l’utenza con l’attivazione di una funzione provvisoria appositamente realizzata per gestire contratti fino a 5.000 euro.

Questa temporanea possibilità, fino al prossimo settembre, rappresenta sicuramente una soluzione di passaggio, non risolutiva delle problematiche che il processo della digitalizzazione dei contratti pubblici provoca nella quotidiana gestione di una qualsiasi scuola.

Pensare ad un’unica procedura per acquisti di qualsiasi importo nella PA pone le istituzioni scolastiche, data la loro specificità, di fronte ad adempimenti pesanti e gravosi anche per gestire acquisti di forniture, servizi e lavori di poca entità, quantunque necessari ed indispensabili nelle scuole. In direzione contraria alla semplificazione auspicata, le scuole dovranno attrezzare uffici dotati di vere e proprie strutture dedicate agli acquisti senza distinzione di procedura per importi esigui.

L’Associazione propone una revisione di questa deliberazione provvisoria, sotto forma di provvedimento normativo, che consenta alle scuole di usufruire di un regime semplificato per le spese ricorrenti tipiche del funzionamento ordinario di una istituzione scolastica. Non deve essere dimenticato, infatti, che le scuole non possono essere considerate alla stregua di comuni stazioni appaltanti, stante la loro specificità, attestata dall’esistenza di un apposito regolamento amministrativo-contabile, il D.I. 129/2018 che ne riconosce le peculiari caratteristiche anche sul piano delle esigenze di approvvigionamento di beni, servizi e lavori.

Fonte: Orizzontescuola.it

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