Emesso dall’ANAC il nuovo bando-tipo per le gare di ingegneria e architettura

Lupoi, OICE: “Bene i requisiti su 10 anni, come previsto nel nostro bando-tipo; riconosciuta la specificità del nostro settore”

È questo il commento dell’Associazione delle società di ingegneria e architettura, aderente a Confindustria, sulla bozza del nuovo bando-tipo predisposto dall’ANAC e in consultazione pubblica fino al primo marzo. Il documento sostituirà il precedente bando-tipo 3 per gli affidamenti di incarichi di progettazione, direzione lavori e altri servizi tecnici e si applicherà alle gare aperte di importo superiore alla soglia UE (215.000 euro), con ricorso alla cosiddetta offerta economicamente più vantaggiosa.

Per il Presidente Giorgio Lupoi: ”innanzitutto abbiamo molto apprezzato, nel merito e nel metodo, il rigore con il quale ANAC ha lavorato alla messa a punto di questo documento, coinvolgendo anche OICE e il mondo delle stazioni appaltanti, in un quadro regolatorio non semplice, frutto anche della scarsa considerazione che nel nuovo codice appalti è stata riservata alla disciplina del nostro settore, come da noi segnalato. Nel merito abbiamo apprezzato come sia stata evidenziata la necessità di portare da tre a dieci anni i requisiti per partecipare alle gare, in adesione al nostro bando tipo, on line da luglio scorso su www.oice.it, ma anche in coerenza con i principi del nuovo codice. L’Autorità accoglie una nostra richiesta che rimedia ad un’evidente disattenzione del legislatore in modo da dare continuità alle regole in vigore dal lontano 2000″.

Su molte altre parti il documento dovrà essere finalizzato scegliendo fra le varie opzioni che Anac lascia aperte dopo avere premesso che in alcuni casi occorrerebbe anche intervenire in via normativa: “rimangono da affrontare – ha continuato Lupoi – diversi altri punti sui quali ci confronteremo anche all’interno della nostra Associazione per definire la posizione – dai ribassi, alle formule di valutazione delle offerte, al Bim, al subappalto – coniugando sempre i principi della trasparenza, della concorrenza e della qualità delle prestazioni, nel rispetto della normativa vigente e dei principi generali del nuovo codice”.

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