Chi utilizza MIA, il chatbot disponibile su Appalti&Contratti, tende spesso a porre domande puntuali su norme o giurisprudenza. Ma c’è un utilizzo ulteriore, già oggi particolarmente utile: la revisione di testi e documenti.
Bozze di atti, clausole, disciplinari, note interne, passaggi motivazionali: MIA può supportare la lettura critica del testo, evidenziare possibili incoerenze e aiutare a individuare profili che meritano attenzione.
Al momento non è ancora disponibile il caricamento diretto dei documenti. La scelta è intenzionale: l’obiettivo è attivare questa funzione solo quando sarà possibile garantire una lettura affidabile del testo anche sotto il profilo del significato e del linguaggio giuridico.
Questo non impedisce, però, di utilizzare già oggi MIA per attività di revisione documentale. È sufficiente adottare un metodo operativo corretto.
Indice
Come effettuare la revisione con MIA
Per sottoporre un documento a verifica è sufficiente:
Il punto decisivo non è il testo in sé, ma il modo in cui viene posta la domanda.
Se la richiesta è generica, anche la risposta tenderà a esserlo. Se invece il quesito è mirato, l’analisi sarà più precisa e utilizzabile.
L’errore più comune: le domande troppo ampie
Una richiesta come:
“Il documento è conforme al Codice dei contratti pubblici?”
è troppo ampia per produrre un risultato utile. Coinvolge una pluralità di profili (requisiti, clausole, criteri, principi, ecc.) e porta inevitabilmente a una risposta generica o parziale (perché potrebbe non avvedersi di alcune criticità, spingendo solo a vederne alcune).
È preferibile isolare il profilo che interessa.
Come formulare richieste efficaci
Per ottenere risposte utili, è opportuno:
(es. contraddizioni interne, rischi legali, clausole ambigue);
(es. “bozza di disciplinare”, “clausola sui requisiti”, “passaggio motivazionale”).
Esempi di richieste efficaci:
Più il quesito è mirato, più l’analisi sarà performante.
Un esempio concreto di utilizzo
È stato inserito nella chat il testo di un disciplinare di gara, accompagnato dalla domanda:
“Il documento presenta profili di contraddittorietà?”
MIA ha individuato tre criticità principali:
Il disciplinare qualificava la procedura come relativa a servizi e forniture, ma conteneva riferimenti a istituti tipici dei lavori pubblici (SOA, progettisti, cooptazione), verosimilmente residui di altri modelli.
Il valore dell’appalto risultava indicato con importi diversi in più punti del documento.
In una sezione era richiesto un fatturato minimo di €16.000.000, mentre in un’altra €1.600.000.
Come interpretare il risultato
Le criticità segnalate devono essere lette e valutate autonomamente.
Alcune incongruenze possono avere valore solo formale, e allora la gara può andare avanti.
Altre possono essere sostanziali e generano una battuta di arresto. Pensate all’esempio dei requisiti di partecipazione. Le contraddizioni possono generare incertezza nell’operatore economico e successivo contenzioso tra gli operatori.
Quindi, è sempre l’utente a dover comprendere quanto il profilo di rischio sia effettivo o se invece MIA stia segnalando delle contraddizioni o degli errori che non inficiano la gara.
Il ruolo di MIA
MIA non sostituisce la valutazione giuridica dell’utente.
Il suo ruolo è:
La qualificazione giuridica e le decisioni operative restano in capo all’utente.
Stato attuale e sviluppi
Il metodo del copia e incolla richiede un passaggio manuale, ma consente già oggi revisioni efficaci, se il testo è completo e la richiesta ben formulata.
Sono in corso sviluppi per introdurre il caricamento diretto dei documenti, con l’obiettivo di mantenere lo stesso livello di precisione e controllo anche nella lettura automatica dei file.
MIA, quindi, non serve solo a rispondere a quesiti normativi: può essere utilizzata anche per lavorare sui testi, individuare criticità e migliorare la qualità dei documenti prima della loro diffusione.
Un elemento spesso sottovalutato: il contesto
L’IA tende a formulare risposte sulla base di parametri impliciti, tra cui un approccio generalmente prudenziale.
Se l’obiettivo dell’utente non è esplicitato, la risposta potrebbe non essere pienamente allineata alle sue esigenze.
Per questo motivo è utile chiarire il proprio punto di vista.
Ad esempio:
– un operatore economico interessato a impugnare una clausola avrà bisogno di individuare i profili di illegittimità e i margini di contestazione;
– una stazione appaltante, invece, potrà essere interessata a valutare la tenuta della clausola e i possibili rischi difensivi.
Lo stesso testo può quindi essere analizzato in modo diverso a seconda dell’obiettivo.
Maggiore è il contesto fornito, più la risposta sarà coerente con l’uso concreto che si intende fare dell’analisi.
Segnalazioni
MIA è un progetto in evoluzione. Lavoriamo costantemente per migliorare i risultati e ridurre i margini di errore.
Se riscontrate comportamenti anomali, errori o risposte non convincenti, potete scrivere a: miaappalti@maggioli.it
Ogni segnalazione contribuisce a rendere lo strumento più affidabile e più utile per l’attività quotidiana.
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