Come negli anni dal 2019 al 2022 caratterizzati da una pandemia che ha determinato andamenti non controllati del mercato dei materiali e non solo, con l’andamento in vorticosa crescita del prezzo del petrolio potrebbe arrivare una nuova ondata di rialzi dei materiali da costruzione di tale portata da mettere a rischio la copertura finanziaria di molti interventi partiti poco prima di questo sconvolgimento planetario.
A tale proposito nella legge n. 199/2025 (legge di bilancio 2026) con la stabilizzazione dell’impianto normativo dell’articolo 26 del d.l. 50/2022 (decreto legge Aiuti convertito dalla legge 91/2022) viene superato il termine temporale già esteso al 31 dicembre 2025 in quanto, ora, il meccanismo di adeguamento del corrispettivo viene esteso a tutti gli appalti aggiudicati prima del 1° luglio 2023 (data di efficacia del d.lgs. 36/2023) e con termine di presentazione delle offerte al 30 giugno 2023 e resta applicabile fino alla fine dei lavori relativi a questo tipo di interventi.
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La revisione automatica dei prezzi per il caro materiali dal 2026
Dal 1° gennaio 2026 è stato abbandonato il meccanismo dei ristori, ricorrendo, per la revisione prezzi, al meccanismo dell’aggiornamento dei SAL tramite l’applicazione di prezzari regionali redatti in conformità con le linee guida predisposte dall’ISTAT
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