La lettura del 9° Rapporto OICE sulla digitalizzazione (marzo 2025), curato dall’Ufficio Studi dall’Associazione e pubblicato lo scorso 9 aprile, offre spunti per alcune considerazioni di fondo che interessano il settore dei servizi di ingegneria e architettura. Considerazioni che qui esprimiamo tramite le autorevoli voci che, a vario titolo, hanno dato contenuto al Report in questione.
È noto come l’innovazione che sta investendo il procurement pubblico intrecci gestione informativa, modellazione BIM, interoperabilità dei dati e, oggi, anche intelligenza artificiale (IA).
Nell’ambito della digitalizzazione dei contratti pubblici, infatti, un ruolo assolutamente strategico è svolto dal Building Information Modeling (BIM), che ne rappresenta una delle frontiere più avanzate, in quanto capace di generare modelli informativi dinamici e condivisi che accompagnano l’opera lungo l’intero ciclo di vita. Tale metodologia pone la progettazione davvero al centro del sistema, non solo perché la rende più completa e coerente, con l’effetto di evitare dispendiose varianti in corso d’opera e defaticanti contenziosi, ma anche perché si proietta sulla fase post-realizzativa dell’opera, assicurandone una gestione più efficiente e razionale.
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L’attualizzazione di una nuova progettazione: sfide, limiti e opportunità
9° Rapporto OICE sulla digitalizzazione
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