Premessa. Il mito dell’autosufficienza del Codice
Nella relazione al Codice Appalti il Consiglio di Stato aveva operato una scelta: quello di rendere il Codice immediatamente autoesecutivo.
L’idea era che un modello per rinvii ad altri atti potesse rendere difficilmente conoscibile il contenuto del Codice e gli obblighi derivati. In questo senso, la relazione in più punti parlava anche di autosufficienza, con il fine di evitare che rinvii ad altri atti normativi o regolamenti (pur alle volte necessari) potesse rendere difficile e non agevole la lettura e l’applicazione del testo.
Sembrava volersi tornare all’idea di Codice in senso proprio, ossia atto volto a racchiudere tutta la disciplina che regola un settore. Tema, quello della codificazione, che forse risponde a sua volta ad un mito ma che, allo stesso tempo, dovrebbe essere un fine tendenziale perseguito dal legislatore per garantire chiarezza, elemento necessario anche per la struttura economica del sistema statale (chi investe, negli appalti come nel resto, mal tollera l’incertezza come fonte di imprevisti che genera rischi impossibili da valutare ab origine).
Con questo fine si sono scontrati due elementi.
Il primo è la giurisprudenza. I contrasti giurisprudenziali apertisi su vari temi, con anche rinvii alla CGUE e alla Corte Costituzionale, aprono il testo a possibili sorprese esterne, con rischi derivati per enti e operatori economici che, fidando nel testo, si ritrovano a subire gli effetti della sua incompatibilità con principi generali. Se questo alle volte può essere un effetto positivo, come nel caso di escussione della garanzia provvisoria (si veda su questo il paragrafo della sezione aggiornamenti giurisprudenziali), alle volte può avere anche effetti negativi (così nel caso di un’esclusione fondata su violazioni dell’art. 94 in relazione alle gravi violazioni fiscali, oggetto di rinvio).
Il secondo è la normativa. Il legislatore si è fatto prendere, per così dire, la mano dalla possibilità di creare sottonormative ad hoc contenute in singoli atti separati dal Codice. Questo modello di legislazione è apprezzabile nei limiti in cui sia contenuto. E’ sufficiente leggere gli aggiornamenti normativi per rendersi conto di come, invece, proliferi un sottobosco di nuovi provvedimenti, alle volte neanche richiamati dal Codice, che obbligano gli operatori a una costante ricerca di nuove disposizioni, normative abilitanti, non sempre di agevole ricostruzione (dal che l’importanza dell’uso di codici commentati. Il testo legislativo è sempre disponibile liberamente, le note di richiamo per la ricostruzione della disciplina sono invece sempre il frutto di un attento lavoro di redazione).
Vi invito a leggere questo aggiornamento in quest’ottica, per porre eventualmente vostre riflessioni sul tema. Ma, soprattutto, di leggerlo in un’ottica pratica. Perché tutto quello che trovate può essere un utile non solo per il contenzioso, ma anche per la corretta elaborazione di checklist e processi per la gestione delle gare. Solo per fare un esempio: con i tempi stretti è utile concentrarsi sull’elaborazione del progetto di assorbimento (la cui mancanza, come vedrete nell’apposita sezione degli aggiornamenti giurisprudenziali, determina l’esclusione) anziché su dichiarazioni integrative la cui mancanza è sanabile con soccorso istruttorio.
E, come sempre, degli strumenti di intelligenza artificiale per l’analisi e lo studio di tutti i provvedimenti citati. Ricordandovi che sono strumenti di supporto, non sostituti.
Di seguito sono riportati i link agli strumenti:
Notebook per analisi giurisprudenziale:
https://notebooklm.google.com/notebook/d4151780-4f23-4027-b7c3-3558cc21b8f9
Notebook per analisi normativa:
https://notebooklm.google.com/notebook/e7885d34-2848-4497-85cc-4d61f4f68e16
Notebook per analisi atti ANAC:
https://notebooklm.google.com/notebook/d8dc9a3b-f0f7-4c9f-b076-141e6c576c67
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