Verso le nuove direttive UE: il contributo del Comitato europeo delle Regioni tra principio del risultato, semplificazione, “made in Europe” e autonomia locale

Parere adottato dal Comitato europeo delle regioni (CdR) il 4 marzo 2026

Alessandro Massari 10 Marzo 2026
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1. Premessa: il contesto e la rilevanza del documento

Il parere adottato dal Comitato europeo delle regioni (CdR) il 4 marzo 2026, su relazione del sindaco di Roma Roberto Gualtieri (componente effettivo del CdR), si inserisce nel processo di revisione delle direttive europee sugli appalti pubblici del 2014 — la 2014/24/UE sugli appalti pubblici, la 2014/25/UE sui settori speciali e la 2014/23/UE sulle concessioni — che la Commissione europea ha annunciato di voler proporre nel corso del 2026. 

Il documento non è ovviamente un atto normativo, ma un parere consultivo che esprime la posizione degli enti locali e regionali europei in un momento particolarmente delicato: la disciplina degli appalti pubblici si trova al crocevia di spinte riformatrici di segno opposto — semplificazione burocratica, sostenibilità ambientale e sociale, autonomia strategica europea, digitalizzazione — e la revisione dovrà trovare un equilibrio e una sintesi tra esigenze difficilmente conciliabili.

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