Italia resiliente e sostenibile: la via delle infrastrutture innovative e “naturali” per la sicurezza e lo sviluppo dei territori

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1. Premesse: lo scenario attuale e le esigenze di riforma

La crescente gravità degli effetti del cambiamento climatico e delle insufficienze infrastrutturali ed energetiche del Paese mostrano oggi più che mai gli evidenti limiti di un territorio, quello italiano, bellissimo e pur tuttavia fragile, unico per ricchezza e varietà naturale e storico-culturale delle sue terre, esposto a rischi e danni sempre più frequenti e onerosi, in termini di sicurezza ed efficienza delle vie di comunicazione, degli abitati e dell’assetto idrogeologico e produttivo. 

Tutto questo ha ricadute pesanti e costi sempre più importanti sul tessuto e sulla tenuta stessa del sistema economico e sociale del Paese, oltre che sulla tutela e sulla valorizzazione delle risorse naturali, del paesaggio e dei beni culturali, ostacolandone uno sviluppo affidabile e sostenibile.  

In tal senso, la “lezione” impartita dal PNRR, seppur incentivante e foriera di un cambio di approccio legislativo – divenuto maggiormente sostanzialista e agile, anche grazie alle sollecitazioni della UE – non si è rivelata sufficiente e impone un ulteriore avanzamento nella riforma delle politiche infrastrutturali e territoriali di rilievo pubblicistico.

Temi come la lotta ai cambiamenti climatici, la tutela e l’utilizzo corretto delle risorse idriche, il contrasto al consumo del suolo e la rigenerazione urbana, la transizione energetica e ambientale nonché l’innovazione tecnologica di programmi, sistemi e interventi relativi ai lavori e servizi pubblici sono di cruciale rilevanza e attualità per la strutturazione e realizzazione di programmi e interventi effettivamente coerenti e risolutivi.

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