1. La vicenda e le questioni in gioco
La sentenza in commento chiude — almeno sul piano giurisdizionale — una vicenda processuale di straordinaria complessità, che ha visto una gara per servizi di pulizia sanitaria indetta nel 2015 approdare dinanzi al Consiglio di Stato nel 2026 dopo un percorso costellato di annullamenti, giudizi di ottemperanza, nomine di commissari ad acta e reclami. La sola procedura di verifica dell’anomalia delle offerte si è protratta per oltre sei anni dalla prima aggiudicazione (!), con l’esito paradossale che l’unica offerta risultata congrua all’esito del definitivo giudizio commissariale era quella della società che nel 2018 si era classificata ottava (!!).
Al cuore della controversia si collocano tre questioni di rilevante interesse sistematico, che travalicano le specificità del caso concreto e investono aspetti strutturali della disciplina delle gare pubbliche.
La prima questione riguarda le tabelle ministeriali applicabili in sede di verifica di anomalia: quelle vigenti al momento della presentazione dell’offerta o quelle vigenti al momento in cui la verifica viene effettuata? Il TAR Piemonte, nella pronuncia riformata, aveva scelto la prima soluzione, ritenendo che il protrarsi patologico della procedura non potesse pregiudicare le concorrenti le cui offerte erano state formulate sulla base delle tabelle del 2014. Il Consiglio di Stato sceglie la seconda soluzione, affermando con nettezza il principio dell’attualizzazione.
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Tabelle ministeriali, revisione prezzi e verifica di anomalia nelle gare pluriennali: il Consiglio di Stato risolve un decennio di contenzioso
Nota a Consiglio di Stato, Sez. III, n. 4813/2026
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