Come l’IA sta giuridicamente entrando nelle attività tecnico-professionali nell’ambito dei pubblici appalti

Beatrice Armeli 22 Dicembre 2025
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Breve inquadramento generale

Con un report pubblicato lo scorso 15 dicembre, l’ISTAT ha rilevato come, nell’ultimo anno, l’uso dell’Intelligenza Artificiale (IA) sia raddoppiato, coinvolgendo oltre la metà delle grandi imprese.

Ed è indubbio come l’IA stia rivoluzionando anche i servizi di ingegneria e architettura negli appalti pubblici, offrendo, in generale, supporto per una maggiore efficienza, trasparenza e digitalizzazione.

Del resto, il Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio del 13 giugno 2024 (c.d. “AI Act”), che stabilisce regole armonizzate sull’intelligenza artificiale, mira anche a “valutare e promuovere la convergenza delle migliori pratiche nelle procedure di appalto pubblico in relazione ai sistemi di IA” (cfr. considerando n. 143 e art. 62, comma 3, lett. d), del Reg. (UE) n. 1689/2024).

Come noto, in Italia, è recentemente entrata in vigore, precisamente a far data dal 10 ottobre 2025, la l. 23 settembre 2025, n. 132, recante “Disposizioni e deleghe al Governo in materia di intelligenza artificiale”, le cui disposizioni si interpretano e si applicano conformemente al predetto Reg. (UE) n. 1689/2024 (v. art. 1, comma 2).

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