Operatore economico vs Stazione appaltante: alla ricerca di un punto d’incontro

A cura di Vincenzo Laudani

5 Dicembre 2023
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Operatori economici e Stazioni Appaltanti sembrano spesso come due stranieri che parlano lingue diverse l’uno dall’altro. Il dialogo tra i principali attori delle gare, lo abbiamo vissuto tutti da entrambe le parti, è spesso difficile e dominato da contrasti continui che iniziano con il soccorso istruttorio e finiscono (forse e a tutto concedere) con il collaudo finale dell’opera.

Per descrivere le ragioni di queste incomprensioni non basterebbe un manuale.

Diversità di ruoli, diversità di scopi, diversità di approccio sono solo alcune delle cause. Quel che qui invece interessa evidenziare è che queste incomprensioni possono generare rischi per entrambe le parti.

L’operatore economico che non riesce a comprendere una richiesta della Stazione Appaltante o le ragioni su cui si fonda rischia l’esclusione, come può accadere nel caso in cui dia per scontata la chiarezza della propria offerta tecnica nel momento in cui si attivi un soccorso procedimentale.

La Stazione Appaltante che non riesce a comprendere le ragioni e le difficoltà dell’operatore economico rischia invece il ricorso, il precontenzioso ANAC o altri strumenti di risoluzione, giudiziaria e non, delle controversie. È questo il caso, ad esempio, della Stazione Appaltante che non proroga i termini di partecipazione quando il portale ha un malfunzionamento in atto o non sono presenti guide operative sul suo corretto utilizzo.

Queste incomprensioni, quindi, possono diventare conflitto e in tutti i conflitti c’è il rischio di ferirsi da entrambe le parti.

Costi legali, contributi unificati, condanne alle spese, responsabilità erariale, inefficacia dei contratti, risarcimenti dei danni: ogni scontro ha delle conseguenze. Non possiamo certo evitare sempre il conflitto, ma alle volte possiamo almeno prevenirlo, ad esempio cercando di comprendere meglio la prospettiva dell’altro.

Da questa considerazione nasce la rubrica che presento con questo breve articolo.

Un tentativo di mostrare cosa significhi preparare una gara dal lato dell’operatore economico, e come le scelte delle Stazioni Appaltanti possano facilitare il nostro compito o, al contrario, renderlo eccessivamente gravoso e complesso, impedendoci di presentare quella che è la nostra migliore offerta, ossia di partecipare alle procedure cercando non solo di fare utile (in fondo una società per azioni ha questo come scopo essenziale) ma anche di fare servizio pubblico. O, in alcuni casi, come invece errori delle Stazioni Appaltanti possano lasciare adeguati spazi per azioni scorrette, come accade nel caso di capitolati o contratti mal formulati.

Una piccola nota finale: nella rubrica porterò spesso cattivi esempi e cattive prassi delle Stazioni Appaltanti. Il che non vuole in alcun modo lanciare un’accusa verso queste ultime: vuole solo mettere in luce gli errori per evitare che vengano commessi, nella consapevolezza che molti enti pubblici questi errori non li commettano e, anzi, siano esempi in positivo di come evitare il conflitto fin quando possibile.

Ci sarebbe tanto altro da dire, ma lo dirò nella rubrica e nei video che seguiranno al primo che funge da presentazione. E, come sempre, vi prego di farmi avere la vostra opinione, perché lo scopo della rubrica è creare un dialogo, non un monologo. E senza i vostri consigli questo scopo potrebbe essere difficile da raggiungere.

 

Vincenzo Laudani