Anche sotto la vigenza del Codice Appalti del 2023 resta ferma la possibilità di ribassare i costi della manodopera.
In tal caso il concorrente deve però fornire delle prove analitiche e rigorose sulle ragioni per le quali la propria organizzazione aziendale consenta, senza violare i minimi salariali, un impiego di risorse con minore dispendio economico.
Lo afferma il TAR Sicilia (TAR Sicilia, Catania, sez. III, 11.11.2024 n. 3739).
CONTINUA A LEGGERE….
Ribasso sui costi della manodopera e sulle relative giustificazioni del concorrente
Leggi anche
La mancanza di programmazione triennale degli acquisti non invalida automaticamente la procedura di affidamento
Nota a TAR Toscana, Sez. II, n. 1231/2026
Alessandro Massari
22/06/26
Nel PEF l’asseverazione non ha la finalità di effettuare una verifica sulla congruità dei singoli dati elaborati dall’operatore
Lo ha sostenuto il Consiglio di Stato, Sez. V, 10/06/2026, n. 4667
Stefano Zuffi
22/06/26
Società in house e incentivi energetici
Come era già stato segnalato in una precedente edizione del Quotidiano, si era sviluppato a livello …
Federico Smerchinich
22/06/26
Quando il cumulo dei ruoli di DL e CSE è d’obbligo e quando non lo è
Secondo quanto prescritto dall’art. 114, comma 4, del Codice, “[n]el caso di contratti di importo no…
Beatrice Armeli
19/06/26
Scrivi un commento
Accedi per poter inserire un commento