Il d.lgs. 7 maggio 2026 n. 91 e l’istituzione dell’Organismo per la parità

Funzioni e riflessi sul sistema degli appalti pubblici

Alessandro Massari 26 Maggio 2026
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1. Il contesto normativo e le direttive attuate

Il d.lgs. n. 91/2026, pubblicato in GU il 23 maggio 2026 e che entrerà in vigore il 7 giugno 2026, attua due direttive europee adottate nel maggio 2024: la direttiva (UE) 2024/1499 del Consiglio, del 7 maggio 2024, in materia di organismi per la parità nel contrasto alle discriminazioni fondate su razza, origine etnica, religione, convinzioni personali, disabilità, età e orientamento sessuale; e la direttiva (UE) 2024/1500 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 maggio 2024, in materia di organismi per la parità nel settore della parità di trattamento tra donne e uomini in materia di occupazione e impiego.

Le due direttive completano un lungo processo di rafforzamento della tutela antidiscriminatoria avviato a livello europeo agli inizi degli anni Duemila con le direttive 2000/43/CE (razza ed origine etnica), 2000/78/CE (occupazione e condizioni di lavoro), 2004/113/CE (accesso a beni e servizi) e 2006/54/CE (pari opportunità uomo-donna in materia di occupazione).
Rispetto a quell’impianto, le nuove direttive non intervengono sul piano dei diritti sostanziali ma su quello istituzionale: impongono agli Stati membri di dotarsi di organismi per la parità indipendenti, dotati di un catalogo minimo di funzioni — sensibilizzazione, assistenza alle vittime, risoluzione alternativa delle controversie, accertamenti, pareri e raccomandazioni, tutela giurisdizionale, raccolta di dati — e di adeguate garanzie di indipendenza, autonomia finanziaria e capacità operativa.

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