Collaudo nell’appalto di opere pubbliche: il ritardo della PA rende esigibile il credito dell’appaltatore

Vincenzo Laudani 13 Luglio 2026
Modifica zoom
100%

Nei contratti di appalto pubblico, il momento del collaudo – o l’emissione del certificato di regolare esecuzione – rappresenta lo spartiacque fondamentale per la liquidazione del saldo in favore dell’impresa esecutrice. Ma cosa succede se la Pubblica Amministrazione committente ritarda irragionevolmente l’avvio o la conclusione di questa fase di verifica?

Il tema è stato più volte oggetto di pronunce di merito e della Cassazione Una recente pronuncia, in particolare, ha esaminato la fattispecie di un’opera completata da anni per la quale però l’ente pubblico non aveva mai neanche conferito l’incarico di direzione dei lavori necessario per lo svolgimento delle verifiche tecniche.

A fronte di tale ritardo, l’appaltatore può comunque considerare il credito certo, liquido ed esigibile? E, in ogni caso, il collaudo è presupposto necessario per il calcolo degli interessi moratori, anche in assenza di un formale provvedimento di messa in mora?

CONTINUA A LEGGERE….

Scrivi un commento

Accedi per poter inserire un commento