Con questo contributo si conclude la serie di approfondimenti dedicata al sistema dei prezzari dei lavori pubblici.
Nei precedenti articoli sono stati analizzati la dispersione territoriale dei valori, la costruzione del costo tecnico, le ambiguità metodologiche nella rilevazione dei dati e la portata della riforma che ha introdotto il prezzario nazionale e le soglie di variazione.
L’obiettivo non è stato mettere in discussione la legittimità del sistema, ma comprenderne il funzionamento concreto, soprattutto negli aspetti meno visibili: le prassi operative, le modalità di interlocuzione con il mercato, le ipotesi produttive implicite, le dinamiche che incidono sulla formazione del prezzo prima ancora che esso venga pubblicato.
Vedi anche
Il sistema dei prezzari dei lavori pubblici: ambiguità strutturali e prospettive di riforma Parte I
Il sistema dei prezzari dei lavori pubblici: ambiguità strutturali e prospettive di riforma Parte II
Il sistema dei prezzari dei lavori pubblici: ambiguità strutturali e prospettive di riforma Parte III
Il sistema dei prezzari dei lavori pubblici: ambiguità strutturali e prospettive di riforma Parte IV
Il sistema dei prezzari dei lavori pubblici: ambiguità strutturali e prospettive di riforma – Parte V
Il ruolo dell’Osservatorio: monitoraggio, indicatori di anomalia e presidio
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