L’accordo di collaborazione nel nuovo Codice dei contratti pubblici: genesi normativa, natura giuridica e prime applicazioni

Con l’entrata in vigore del D.Lgs. 36/2023 e, successivamente, del correttivo D.Lgs. 209/2024, il legislatore ha inteso imprimere una svolta paradigmatica alla disciplina dei contratti pubblici, orientandola in modo più marcato al conseguimento del risultato e alla valorizzazione della buona esecuzione.

Piero De Rosa 3 Ottobre 2025
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Con l’entrata in vigore del D.Lgs. 36/2023 e, successivamente, del correttivo D.Lgs. 209/2024, il legislatore ha inteso imprimere una svolta paradigmatica alla disciplina dei contratti pubblici, orientandola in modo più marcato al conseguimento del risultato e alla valorizzazione della buona esecuzione.

In tale contesto si colloca l’introduzione dell’“accordo di collaborazione”, istituto delineato all’art. 82-bis e formalizzato nell’Allegato II.6-bis, che si configura come strumento di matrice relazionale volto a favorire la cooperazione tra stazione appaltante e operatore economico nella fase esecutiva del contratto.

La ratio dell’accordo risiede nella volontà di superare l’approccio meramente formalistico e oppositivo che ha storicamente connotato il rapporto contrattuale pubblico, promuovendo invece una logica di corresponsabilità e di gestione condivisa delle criticità.

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